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Paola Ferrari scende in campo con la Santanchè

Dal calcio presentato in tv ai circoli "rosa" della destra italiana, quelli che rispondono a Daniela Santanchè.
Paola Ferrari, pioniera del giornalismo sportivo in gonnella, ha deciso di cominciare un'avventura parallela, quella di militanza attiva per il centrodestra.
Il "problema" è che la signora Ferrari è sposata con Marco De Benedetti, figlio di Carlo, capostipite dell’impero finanziario ed editoriale storicamente vicino alla sinistra.
Il quotidiano "Libero" ha cercato di capire i motivi della svolta politica della Ferrari con un'intervista molto curiosa. Vi proponiamo i passaggi più interessanti.

"Ho una grande stima di Daniela Santanchè, come donna e come esponente della politica", ha detto la Ferrari. "Credo molto nei circoli D-Donna e sento che in Italia ci sia bisogno di riaffermare un certo tipo di valori, quellio che ispirano alla famiglia, all’Europa, all’identità. Non mi interessano le etichette".

"La Santanchè e Fini? Io non voglio fare paragoni. Dico solo che Daniela ha una grandissima carica vitale, è una donna vera, una che mette passione in tutto quello che fa e questo traspare", ha proseguito la signora De Benedetti. "Per questo è diventata tanto popolare in così poco tempo. E poi è una che ha saputo esporsi in lotte difficili mettendo a rischio la sua incolumità. Penso che la gente l’ammiri anche per questo".

E suo marito cosa ne pensa? "La mia è una scelta di valori, non politica, questo ci tengo a sottolinearlo. Riguardo la famiglia di mio marito, da sempre non rilascio dichiarazioni perché ho grandissimo rispetto per la privacy che loro hanno scelto di perseguire. Io parlo solo a nome di Paola Ferrari".

La giornalista sportiva ha poi commentato in che modo è cambiato oggi il modo di condurre in tv. "Il mondo del giornalismo al femminile è cambiato moltissimo. Proprio dieci anni fa, io ho cominciato a condurre la “Domenica Sportiva” da sola e sono rimasta la prima donna a condurre anche “90° Minuto”. Un vero cambiamento di costume italiano in un mondo che era e resta profondamente maschilista. E' un peccato perchè noi donne abbiamo saputo aggiungere qualcosa di diverso, non dico di migliore, ma in più. Un'attenzione alle emozioni, alle sfumature, la voglia di raccontare gli eventi con più passione".

Ultima battuta su Ilaria D'Amico: "A me piace, ha un modo di fare un po’ più freddo e aggressivo del mio, ma ben vengano le donne che riescono ad affermarsi. Però ci vuole un po’ più di esperienza sul campo. Io prima di arrivare a una conduzione ho fatto tanti anni negli stadi. Del resto, come sempre, nella vita tutto serve". Anche avere le conoscenze giuste.

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