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Papa Francesco telefona Roberto Benigni per I Dieci Comandamenti. Un successo per il servizio pubblico

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A sorpresa Papa Francesco chiama Roberto Benigni. In molti nel corso de I Dieci Comandamenti si erano chiesti se il Santo Padre stesse ascoltando le parole del premio Oscar oggi però Silvia Fumarola su La Repubblica comunica che la sensazione era giusta. La telefonata tanto attesa è arrivata martedì sera prima della seconda puntata, un momento di gioia per Benigni, un riconoscimento anche per la Rai. La giornalista riporta di una conversazione affettuosa il cui contenuto resterà però privato anche se non è difficile immaginare che Bergoglio si sia complimentato con l’attore e comico toscano. Papa Francesco non è nuovo a telefonate anche se, a quanto ci risulta, non aveva mai telefonato un artista per uno spettacolo televisivo.

Ieri su Twitter sono arrivate anche le parole del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni: “#diecicomandamenti ormai le cose serie si ascoltano solo dai comici”. Non sono mancati i complimenti del direttore della Rai Luigi Gubitosi: “Ha fatto un bellissimo regalo di Natale agli italiani” mentre il direttore di Rai1 Giancarlo Leone ha sottolineato che “lo spettacolo sui Dieci Comandamenti resterà nella storia della televisione”. Riconoscimenti importanti dopo il grande successo di pubblico oltre 9 milioni e il 33% di share nella prima puntata cresciuti poi oltre i 10 milioni di telespettatori nella seconda.

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Un tema non semplice e non sono mancate le critiche. Uno spettacolo toccante, profondo, intenso quasi a far venir fuori la consapevolezza che le parole possono cambiare il mondo. Uno spettacolo che solo il servizio pubblico può assicurare agli spettatori o meglio che ha il dovere di mandare in onda. Sintomo che il grande pubblico non è scappato via dalla tv generalista ma semplicemente torna quando ne vale la pena. Qualcuno lo ha definito Don Roberto, altri eccessivamente cattolico, poco pungente, lontano dal suo essere temibile e rivoluzionario. Quello che ad alcuni può sembrare banale (?) detto su Rai1 a milioni di persone non smette di essere rivoluzionario. Raccontare i dieci comandamenti non esclude che non si possa fare satira politica, considerando che è forse più facile far ridere facendo una battuta su Renzi o Berlusconi (per la prima volta mai nominato).

Non è il declino del Benigni dell’inno del corpo sciolto ma è solo un Benigni diverso. Chi se ne frega se lo rappresenta Lucio Presta, chi se ne frega del cachet. O meglio è stato pagato troppo? Certo, ha guadagnato in due sere quanto molti di noi non guadagneranno in tutta la vita dopo quarant’anni di lavoro ma se lo spettacolo è costato 4 milioni (in reatà sarebbe intorno ai tre) ma ne ha fatti guadagnare sei vuol dire che la Rai ha vinto non solo dal punto di vista economico ma soprattutto di immagine. Che ci piaccia o meno ha vinto la Rai, ha vinto Benigni e ha vinto chi lo ha guardato. Siamo onesti, almeno una volta.

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