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Piero Chiambretti: "Sono ben lieto di lavorare a Mediaset"

Al quotidiano Il Corriere della Sera il conduttore Piero Chiambretti ha parlato del successo del suo programma, "Chiambretti night", andato in onda sulle reti Mediaset.

Il conduttore ha ammesso che il passaggio a

Mediaset

è stato complesso, ma ha poi aggiunto: "Serviva un outsider. Io lo sono. Ma se c'è il vantaggio di portare novità, c'è anche il rischio di non sapersi inserire. Io ho avuto la fortuna e la capacità di farlo".

A quanto pare tra il conduttore tv e il vicepresidente Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, c'è proprio amicizia. "C'è simpatia reciproca da almeno 10-15 anni - ha detto Chiambretti - quando lui veniva chiamato Dudi e io Pierino la peste".

Il conduttore ha detto di non aver mai ricevuto pressioni da parte di nessuno durante questa stagione. "Resto il censore di me stesso" ha detto Chiambretti. Alla domanda della gionalista che gli ha chiesto se si sente parte del gruppo, il conduttore ha risposto: "Sono un uomo-bandiera. Quando ero in Rai mi sentivo parte integrante del canone, a La7 di un telefono. Ora mi sento parte di Mediaset. Ma credo sia perché è un'impresa a conduzione familiare. Il rapporto è diverso. Dove esistono cda, lobby e via dicendo tutti vanno e vengono: sembra un Grand Hotel. E' più difficile instaurare rapporti in un'azienda che sembra un ministero".

E a proposito delle titubanze mostrate prima di iniziare l'avventura in Mediaset Chiambretti ha detto: "Però poi ho realizzato che puoi essere a Raidue e non renderti conto che stai lavorando per la Lega, lavorare a Sky che è di un uomo di destra e via dicendo. Senza contare che esiste una commistione tra editori... Che ci siano delle alleanze teoriche tra imprenditori ed editori; tra partito politico e artista è insindacabile. Io lavoro per me stesso, ho la mia scala di valori. E sono ben lieto di lavorare a Mediaset".

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