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Pippo Baudo a Excite: "Soddisfatto di Domenica In, non faccio progetti per il futuro. Sempre onesto con il pubblico"

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“Con il pubblico sono stato onesto” dice al termine dell’intervista. E’ col pubblico che parla durante una pausa pubblicitaria, lo stesso che si mette in fila fuori al suo camerino per la foto di rito. Mentre va in onda un filmato si accomoda e si rivede. Attenzione alle luci, uno sguardo alla scaletta, la rosa pronta da consegnare all’ospite. Si accende la luce rossa e si accende Pippo Baudo. Una Domenica In garbata, pulita e di qualità guidata ancora una volta da chi sulla carta d’identità segna ottanta anni, cinquantotto passati sul piccolo schermo, ma ha ancora la freschezza del talento.

Era il 1976 quando Domenica In fu inventata per convincere le famiglie ad evitare le scampagnate dopo il rincaro del petrolio. Oggi il paese vive nuovamente un periodo difficile, com’è cambiata la domenica pomeriggio degli italiani?

“Corsi e ricorsi storici, le famiglie anche adesso restano a casa per la crisi ma molti scelgono di passare il proprio tempo su internet o sui social network. I dirigenti ci chiedevano un prodotto fruibile per l’intera famiglia, un contenitore che prevedeva un po’ di tutto. Oggi non è più così, la famiglia non è più unita sul divano a guardare la tv.”

Dopo sei puntate qual è il suo bilancio per questa Domenica In, soddisfatto del prodotto e degli ascolti?

“Sono molto soddisfatto del prodotto e felice che ci sia ancora un pubblico non rovinato dalle produzioni di bassa qualità che vengono propinate dalle varie reti. Esiste un pubblico che è ancora curioso di sapere, domenica scorsa 2.100.000 telespettatori, che non sono pochi, hanno sentito Simone Cristicchi parlare del secondo figlio di Dio oppure hanno sentito Matteo Marzotto parlare di sua madre. Mi meraviglia molto e mi fa capire che in questo senso si può ancora intervenire.”

Perché ha scelto Chiara Francini come sua partner?

“La Francini è una ragazza molto intelligente e ironica, è una che non recita un ruolo. E’ spontanea, ha studiato tanto ed è anche colta”.

Si è molto parlato di una sua vicinanza con il premier Renzi.

“Ha solo frequentato lo stesso liceo di Renzi ma in anni diversi, non significa nulla. Nessuno me l’ha segnalata, l’ho scelta io.”

Quando vede il farmacista Lemme dalla D’Urso a Domenica Live cosa pensa?

“Onestamente non l’ho mai visto ma questa cosa la immagino. Purtroppo c’è una casistica di pubblicazioni settimanali che trattano soltanto problemi di vip o dimagrimento, la letteratura popolare si è abbassata di livello e quel tipo di prodotto è linea con questo abbassamento della qualità.”

Maurizio Costanzo conduce quattro programmi tra Rai e Mediaset ma nessuno lo ha criticato, quando hanno annunciato il suo ritorno in molti hanno parlato subito di Domenica Inps. Perché?

“Perché lui è un privilegiato, per lui gli anni non contano (ride, ndr). In effetti la domanda è lecita ma non voglia essere critico, per carità”.

Nel periodo in cui la Rai non le dava spazio ha ricevuto proposte da altre reti?

“Ho ricevuto proposte da altre reti ma non mi convincevano, erano molto commerciali”.

Chi l’ha cercata?

“Ho avuto dei colloqui con Mediaset e anche con La7 c’è stato un contatto. Avevo già vissuto esperienze fuori casa, a Mediaset mi trovai male anni fa. Da quel momento sono diventato un animale da abitudine e so che non mi troverei bene in un altro ambiente. Non è disistima verso chi mi ospiterebbe ma sarebbe un disadattamento personale.”

Campo Dall’Orto aveva annunciato un forte cambiamento ma proprio i nuovi programmi hanno ottenuto risultati flop. Dieci cose di Veltroni, Politics e Nemo non hanno funzionato, secondo lei perché?

“Dieci cose è una sorta di variazione della mia Serata d’Onore, doveva essere fatta in quel modo. Io quando l’ho sentito ho pensato che l’idea non era malvagia anche se non originale, il risultato però è stato molto basso.”

Accetterebbe un ruolo dirigenziale in Rai?

“No, l’ho fatto una volta come direttore artistico poi mi hanno spesso offerto direzioni di reti ma ho sempre rifiutato. Non mi ci vedo dietro una scrivania a fare i palinsesti, io sono abituato a stare in studio perché mi piace stare in trincea.”

“L’ho inventato io” è diventata una frase cult ma tra quelli che ha scoperto sono stati tutti riconoscenti nei suoi confronti?

“No, per carità. Non bisogna fare questo mestiere aspettandosi riconoscenza, se avviene è un’eccezione. La regola è quella di dimenticare, quello che ti ha dato una possibilità a volte diventa un fastidio.”

Il 2 e 3 dicembre con Nemica Amatissima torneranno in tv due sue creature: Lorella Cuccarini e Heather Parisi. Che legame ha oggi con loro?

“Ho un legame più fitto con Lorella, ci sentiamo e ci frequentiamo. Lei è molto affezionata e siamo legati. Con Heather fino a quando era in Italia ogni tanto ci vedevamo, da quando lei si è trasferita ad Hong Kong ci siamo persi.”

Sarà ospite del loro show?

“No, non mi hanno chiamato. Non penso ci sia ragione che io ci sia.”

Non solo Parisi-Cuccarini ma il ritorno del Rischiatutto e di Santoro. Perché il passato torna in maniera così forte e non si riesce a creare qualcosa di nuovo?

“Il nuovo è una fissazione, non esiste qualcosa di nuovo. A volte quando fai il vecchio non lo fai come lo facevi una volta ma lo fai con un ritmo, una cadenza e un linguaggio che sono moderni. Ieri e oggi non esistono come categorie artistiche, esiste la cosa bella o brutta.”

Alessandro Cattelan, Lodovica Comello, Federico Russo, Alvin: tra le nuove leve vede nomi interessanti?

“Cattelan l’ho seguito parecchio ma in generale il problema del presentatore nuovo è la personalità che deve avere anche nel linguaggio e nell’accostamento. Va bene conoscere le lingue, essere veloci o avere un ritmo frenetico ma non basta perché bisogna essere più empatici. Quelli che mi ha citato sinceramente non mi pare abbiano queste qualità”.

Ha visto passare governi democristiani, ha vissuto vent’anni di Berlusconi e ora tocca a Renzi. Lavorando in un’azienda spesso condizionata dalla politica come ha fatto a sopravvivere?

“Io non ho mai accusato questa prepotenza della politica nei miei confronti, nessuno mi ha detto cosa dovevo o non dovevo fare. Non sono stato sfiorato o obbligato dalla politica a fare delle cose, l’oppressione non l’ho mai avvertita.”

Chi le piacerebbe intervistare tra Berlusconi, Grillo e Renzi?

“Un’intervista con Beppe (Grillo, ndr) sarebbe divertente.”

Cosa voterà al prossimo Referendum?

“Voterò ma non posso dirle cosa, non avrei avuto problemi a farlo. Ho firmato un contratto in cui c’è il divieto di manifestare idee politiche, c’è una penale.”

La sua prima apparizione risale al 1958 a La conchiglia d’oro condotta da Enzo Tortora, lei rappresenta la memoria storica del piccolo schermo ma qual è il programma a cui si sente più legato?

“Il programma che sento più mio è Settevoci, molto innovativo. Ne avrò fatto di più belli ma per me è stato un punto di partenza importante”.

Per molti Conti rappresenta il suo erede, fosse lei il direttore di Rai1 a chi affiderebbe Sanremo nel 2018?

“Conti ha fatto bene i primi due anni, per valutare i Festival di Sanremo fatti da altri bisogna giudicare soprattutto la qualità delle canzoni che partecipano e negli ultimi tempi belle canzoni non ce ne sono state. Ognuno fa la minestra con gli ingredienti che ha, le canzoni di oggi durano venti giorni perché non hanno una lunga gittata di ricordo. Sanremo resta un evento ma la materia prima è quella che manca, non è un problema di conduzione ma di canzoni.”

Oggi la donna più amata e potente del piccolo schermo è Maria De Filippi. Le piace il suo modo di fare tv?

“Sulle sue capacità tecniche nel costruire i programmi non ci sono dubbi, Maria ha superato il maestro Costanzo. Amici mi piace moltissimo, è molto curato anche nelle musiche e nelle coreografie. Tu si que vales riesco a seguirlo, so che Uomini e Donne ha successo ma sinceramente non mi piace.”

Ha raccontato di quando Sharon Stone a Sanremo la tentò, essendo un uomo di spicco della tv le è capitato spesso di ricevere proposte di questo tipo?

“In realtà no, con il mio metodo e il mio comportamento dissuadevo quelle che avevano certe intenzioni. Non era necessario respingere, lo intuivano da sole”.

Ha sempre messo il lavoro prima di tutto anche dell’amore e dei figli?

“Sì e onestamente questo rimprovero me lo fanno e riconosco che hanno ragione.”

Domenica In proseguirà fino a fine maggio e poi cosa farà Pippo Baudo?

“Non bisogna mai fare progetti a questa età anche per scaramanzia.”

Cosa vorrebbe che il pubblico ricordasse di lei?

“Sono stato onesto con il pubblico, ho sempre cercato in tutti i modi di fornire un prodotto di qualità che servisse a migliorare la capacità culturale del telespettatore. Ho fatto un lavoro su me stesso perché quando parlo di una cosa devo essere ovviamente informato. Alle fine ne usciamo vincitori in due, il pubblico che conosce qualcosa di nuovo e il sottoscritto che per l’occasione si è preparato.”

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