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Porta a Porta dall'Aquila spodesta Ballarò

Si consuma nella giornata di domenica lo scontro tra Rai 3 e la direzione generale della Rai per la decisione di rimandare l'inizio di Ballarò per far posto ad una puntata speciale di Porta a Porta dall'Aquila.

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Nel corso della puntata speciale di Porta a Porta saranno consegnate le prime case ai terremotati d'Abruzzo e se la decisione sarebbe stata presa per evitare che due programmi di informazione si sovrappongano, chiaramente sta generando una valanga di polemiche di ogni tipo.

A partire dal conduttore, il giornalista Giovanni Floris, che dichiara: "è un atto immotivato ai miei occhi, non riesco a comprenderne le ragioni. Avremmo potuto trattare gli stessi temi dello speciale di Raiuno, non vedo il motivo di sostituirci".

Aggiungendo: "abbiamo un inviato in Abruzzo da due settimane e la cerimonia del 15 settembre era un avvenimento previsto da prima che presentassimo la trasmissione. Naturalmente poi avremmo parlato anche di altro, di attualità politica e di attualità economica".

Ma il vicedirettore generale Antonio Marano non ci sta e sostiene che "per Ballarò non c'è alcun problema, è solo uno spostamento che abbiamo ritenuto opportuno visto il tipo di evento e per non far sovrapporre due programmi di approfondimento".

Il cdr del Tg3 si schiera a favore di Floris e della sua squadra emanando un comunicato in cui spiega: "la terza rete è sotto tiro, si tratta di un colpo durissimo ai principi di pluralismo che sono alla base del servizio pubblico".

Bruno Vespa dal canto suo fa finta di niente e sostiene che la decisione della Rai è il "riconoscimento" per l'impegno di Porta a Porta nella raccolta di fondi per i terremotati.

Ma è a lui che l'opposizione si rivolge, con Massimo D'Alema che dichiara: "è evidente che c'è un commentatore principe che offre tutte le garanzie di mettere in giusta luce le opere del miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni. Rivolgo un invito a Vespa: lui non lo dovrebbe permettere. Sarebbe un bellissimo segnale, ma so che forse non accadrà".

Aldo Grasso parla di una Rai in cui "i palinsesti sono ancora ostaggio della politica" e che non si rende conto che ormai il contenuto è l'arma vincente per una televisione di qualità.

Aggiungendo che "Porta a porta è un programma dal for­te sapore istituzionale, la terza Camera del Parlamento italiano, come è stato più vol­te ribadito. Per tanti versi assomiglia a Miss Italia, ma è fatto meglio. Bruno Vespa (Mister Italia) ha il sacrosanto diritto di or­ganizzare una diretta sulla consegna delle prime villette a terremotati dell’Abruzzo, presumibilmente con la partecipazione del nostro premier. Ma anche Giovanni Floris ha diritto alla sua trasmissione sull’Abruz­zo, perché in democrazia, nel Servizio pub­blico, sentire due campane è meglio che sentirne una. Ma i vertici della Rai non si occupano più di programmi. Non distin­guono neanche più una valletta da una vil­letta".

La questione diventa dunque non solo televisiva ma anche e soprattutto politica in un momento in cui la terza rete della Rai è, di fatto, senza dirigenza e si attende che qualcuno, possibilmente svincolandosi dalla politica, ne prenda in mano le redini.

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