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Prodi sospende Cuffaro, Santoro lo 'processa' in Tv

"Ho chiesto al tribunale di "Annozero" presieduto dall'ex onorevole Santoro, (ex perchè se lo chiamo onorevole mi riquerela) oggi nelle vesti di novello inquisitore che se ha deciso di riprocessarmi lo faccia in mia presenza e per questo ribadisco la mia richiesta di spostare al prossimo giovedì la puntata che mi riguarda". Così Totò Cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia, già condannato a 5 anni con l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, spiega il rifiuto a partecipare alla puntata di Annozero, dedicata proprio alla sua vicenda politico-giudiziaria, in onda questa sera su Raidue.

Michele Santoro non ha intenzione di accettare il diniego e spostare la puntata di una settimana come chiesto da Cuffaro: "L’abbiamo invitato, non vuol venire e noi andremo avanti lo stesso". Nella trasmissione di questa sera il conduttore manderà in onda il reportage "La mafia è Bianca" firmato dai giornalisti Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini. Il documentario analizza principalmente la gestione della sanità in Sicilia e descrive soprattutto i rapporti tra mafia, manager, imprenditori sanitari, e politica con lo stesso Cuffaro.

La redazione del programma replica sul sito di Annozero agli attacchi mossi dal presidente dimissionario: "I legali di Salvatore Cuffaro - hanno pienamente ragione nel ritenere gravissimo l'accostamento dell'ex Governatore della Sicilia ad esponenti del mondo mafioso, come Angelo Siino, a cui Cuffaro si è rivolto alla ricerca di voti. O come Giuseppe Guttadauro, Salvatore Aragona, Domenico Miceli, Michele Aiello. Per evitare scomodi accostamenti forse Cuffaro avrebbe fatto meglio a non frequentarli, gli ambienti mafiosi". Il presidente della commissione di Vigilanza, Mario Landolfi ha, comunque, scritto al direttore generale, Claudio Cappon, per raccomandare che in assenza di Cuffaro la trasmissione sia corretta.

E intanto a Cuffaro, che si era dimesso dalla carica di Governatore, sabato, è giunto martedì mattina l'atto di sospensione emesso dal Consiglio dei ministri ai sensi dell'articolo 15 comma 4 bis della legge 55/90. Il decreto di sospensione per l'ex governatore della Sicilia "è un atto dovuto". È quanto si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi, nella quale si precisa che, nel rispetto della legge, si sarebbe anche potuto ipotizzare una "omissione" da parte del premier Romano Prodi. Il decreto su Cuffaro "non ha alcuna motivazione politica, se non il rispetto della legge".

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