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Quando la medicina si fa in tv, tra flop e successi

"Sono diventato medico per curare le malattie, non i malati", diceva diversi anni fa Gregory House, in breve tempo diventato il diagnosta più amato dal pubblico italiano. Un genere apprezzatissimo, il medical drama, ma principalmente quando il prodotto è made in Usa.

Le produzioni italiane hanno regalato infatti parecchi insuccessi. Il più recente è "Le scelte di Laura", la fiction di Canale 5 che ieri ha debuttato con un desolante 13% di share e poco meno di 3 milioni di spettatori. Risultati simili per "Terapia d’urgenza" (Rai Due) che tornerà in onda a partire dal 26 giugno dopo il flop di qualche mese fa e relativa sospensione dal palinsesto.

Tutt'altra aria per le serie straniere: Doctor House è stato proclamata la fiction più amata dagli italiani secondo un sondaggio di Sorrisi e Canzoni, e seguitissime sono le puntate della 5° serie (con finale shock), in onda su Joi (fresca di messa in onda la 100esima puntata).

House finisce anche nelle librerie italiane, tra i protagonisti di "Quando la medicina si fa in TV", libro di Alessandra Dionisio che analizza i format televisivi dedicati a medicina e benessere. Questi vanno a modificare percezioni e conoscenze dei veri pazienti 'costringendo' i veri medici a rivedere il modo in cui comunicare con loro. Insomma, adesso i dottori nostrani, e non solo quelli della tv, devono tener conto anche dei comportamenti dell'illustre collega House. Nel bene e nel male.

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