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Rai, arriva il sì della Commissione sui compensi nei titoli di coda

La Commissione di Vigilanza della Rai ha approvato l'emendamento in base al quale le singole retribuzioni e i costi di produzione dei programmi in onda sulla Rai, che siano approfondimenti, telegiornali o puro intrattenimento, dovranno essere trasmessi nei titoli di coda. Dovranno andare in onda anche i pagamenti stabiliti per gli ospiti e gli opinionisti.

L'emendamento è stato presentato dal capogruppo Pdl Alessio Butti ed è passato anche con i voti dell'opposizione. Il presidente della Commissione Sergio Zavoli ha proposto che sul sito Rai venissero pubblicati tutti i compensi, ritenendo la misura 'piu equa e meno demagogica'.

Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, il quale aveva lanciato la proposta lo scorso dicembre, si è detto molto soddisfatto e ha affermato: 'Si sono garantite le necessarie premesse per quella grande operazione trasparenza sulla Rai che avevo più volte sollecitato'.

Il vicepresidente della Commissione, Giorgio Merlo, ha detto: 'Si tratta di un atto di grande trasparenza e di coerenza nei confronti dei cittadini che pagano regolarmente il canone. Il voto unanime della commissione di Vigilanza su questo punto è la conferma che, senza alcun spirito moralistico e men che meno pruriginoso, è venuto il momento che i cittadini conoscano e giudichino i vari stipendi e compensi nella Rai. Capisco l'irritazione, forse, di qualche star nel vedersi pubblicizzare i compensi milionari, ma la stagione delle prediche dal piccolo schermo accompagnate dal silenzio sui compensi è definitivamente chiusa. Ora si apre la stagione della trasparenza'.

 (foto © LaPresse)

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