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Rai, con l'obbligo di contraddittorio si fà tacere Travaglio

Nonostante, a quanto pare, il suo contratto non sia stato ancora firmato il giornalista Marco Travaglio non ha rinunciato ai suoi monologhi nella trasmissione condotta da Michele Santoro, "Annozero". Ma in un futuro molto prossimo potrebbero essere prese importanti decisioni che di fatto impedirebbero tali monologhi introducendo l'obbligo di contraddittorio.

E' allo studio, infatti, il nuovo Contratto di servizio che legherà lo Stato alla Rai dal 2010 al 2012 e, a quanto pare, il viceministro con delega alle Comunicazioni Paolo Romani, dopo aver incontrato il presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai Sergio Zavoli, ha citato con fermezza la delibera numero 19 del 2009 (19/09) dell'Autorità per le Telecomunicazioni. Come si legge sul quotidiano Il Corriere della Sera, prendendo spunto da questa delibera Romani potrebbe rendere più stringente il testo del nuovo Contratto di servizio. In questo modo non ci sarebbe alcuna censura formale, ma di fatto si renderebbero impossibili, ad esempio, i monologhi di Travaglio o tutte quelle situazioni in cui non c'è un contraddittorio.

L'attuale versione del Contratto di servizio, firmato nel 2007 dall'allora presidente della Rai Claudio Petruccioli e valido fino al 31 dicembre 2009, afferma che "la Rai riconosce come compiti prioritari la libertà, la completezza, l'obiettività e il pluralismo dell'informazione<7i>" con programmi che producano "presso i cittadini una percezione positiva del servizio pubblica" e una programmazione "di qualità rispettosa dell'identità valoriale e ideale del nostro Paese".

Il nuovo contratto, invece, potrebbe parlare di "obbligo" e, come sottolineato da Il Corriere della Sera, potrebbe assorbire un principio esposto nella delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) dedicata alla puntata di "Annozero" del primo maggio 2008 e alla puntata di "Che tempo che fa", conodtta da Fabio Fazio, del 10 maggio 2008.

Nella puntata di "Annozero" il comico Beppe Grillo attaccò il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e nella puntata di "Che tempo che fa" Travaglio contestò il presidente del Senato Renato Schifani.

Nella sua delibera l'Agcom ha parlato di "informazione detrattiva" a causa della quale "i telespettatori percepiscono semplicemente e a senso unico un 'disvalore' delle istituzioni anziché una giustificata, ragionevole e costruttiva critica". Nella delibera, poi, si legge che "un adeguato contraddittorio avrebbe potuto consentire quantomeno una informazione completa e, quindi, imparziale... la carenza di contraddittorio ha aggravato la lesività delle affermazioni formulata... occorreva un contradditorio effettivo e leale". "Il pluralismo non è solo un dovere nei confronti della collettività - è scritto nel testo della delibera - ma un metodo di lavoro, un elemento della sua identità di servizio pubblico".

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