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Rai, Mediaset, La7 e la crisi della tv: in onda venticinque programmi flop. Perché non chiuderli?

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Tempi duri per i direttori di rete, per i manager e per gli artisti. A marzo si sa, si comincia a ragionare sui palinsesti della prossima stagione, presentati tra giugno e luglio, e per questo motivo i risultati portati a casa in questo periodo diventano fondamentali per ottenere una riconferma o comunque per sperare di essere ricollocati. Basta guardare però le sette reti generaliste per sentire puzza di flop. Ognuno ha i suoi, nessuno escluso. Al di là dei programmi che vanno leggermente meglio o peggio delle altre annate ce ne sono altri che proprio non riescono a decollare ma che inspiegabilmente restano in onda. Certo, l’auditel non può e non deve rappresentare l’unico metodo di valutazione di un prodotto ma fornisce comunque un’indicazione sui gusti del pubblico.

Partiamo da Rai1 che può godere di alcuni successi ma che si trova ad affrontare anche alcuni insuccessi. A Conti Fatti di Elisa Isoardi non ha mai convinto né il pubblico né la critica toccando nel suo picco negativo anche il 12% di share. La compagna di Salvini sta provando a virare sull’infotainment ma il programma meriterebbe la chiusura. Non cambia di molto la situazione al pomeriggio, se La Vita in diretta è stata risollevata da Liorni e Parodi il problema resta la fascia 14-16 dove Dolci dopo il Tiggì ottiene poco più del 10% e Torto o ragione-Il Verdetto Finale viaggia intorno al 12%. Il programma della Clerici è uno spin off de La Prova del Cuoco e proprio la sovraesposizone della conduttrice non ha fatto bene al programma in onda al mattino. Dal 20 marzo sarà sospeso e la Leofreddi sta facendo carte false per ottenere quella mezz’ora.

Top e flop del 2014, la tv che fa boom e quella che non funziona

Sempre in daytime ma nel giorno di festa dopo il successo de L’Arena non funziona la Domenica In di Paola Perego e Pino Insegno dove la coppa riesce con difficoltà a superare il 13-14% di share. Male al sabato Linea Bianca condotto da Massimiliano Ossini. In prima serata nella rete diretta da Giancarlo Leone (s)figura Forte Forte Forte, l’imbarazzante e costosissimo talent show di Raffaella Carrà lo scorso venerdì ha ottenuto l’11% di share cioè meno di The Voice of Italy che va però in onda sulla seconda rete. Stesso share ottenuto ieri anche dalla fiction La Narcotici, versione sfigata di Squadra Antimafia. Male anche il sabato sera di Rai1, a causa però della fortissima concorrenza di C'è posta per te, con Notti sul ghiaccio ferma tra il 14-15% di share. Rai2 può segnare solo il 6% di share per la fiction Rex con Francesco Arca e Nicola Porro al giovedì non decolla con Virus con risultati altalenanti ma comunque flop. Non va meglio su Rai3 dove Giannini ha dimezzato gli ascolti di Ballarò mentre al mattino non brillano il programma di Bernardini Il tempo e la storia e Pane Quotidiano.

Centovetrine a rischio chiusura

Passiamo a Mediaset. Su Rete 4 c’è il flop Centovetrine, la soap retrocessa da Canale 5 e che ha costi troppo alti per durare ancora mesi. Brutta aria per la rete ammiraglia nel preserale con Avanti un altro sceso a livelli di ascolti preoccupanti, pochi giorni fa ha ottenuto il 14%. Scotti non è Bonolis e il pubblico prende il telecomando in massa per andare da Frizzi su Rai1 con il basso traino che influisce sul Tg5. In prima serata fatica anche la fiction Solo per amore con Antonia Liskova e in seconda serata Chiambretti propone il solito programma cambiando solo il titolo e il pubblico non lo premia, 10% alla prima e 7% alla seconda. Troppo poco considerando i costi dello show. Domenica Live con Barbara D’Urso floppa nella prima parte e si riprende solo alla 17 mentre Mattino 5 va a giorni alterni ma è comunque troppo basso. Laura Casarotto su Italia 1 ha dovuto spostare Wild per bassi ascolti.

Non se la passa per niente bene nemmeno La7. La politica non tira più e lo share per la rete di Cairo crolla. Si fatica sempre nella fascia pretg con L’Ispettore Barnaby che non raggiunge il 2% e anche gli ascolti del tg di Mentana sono in calo. In prima serata ascolti flop per La Gabbia e Le Invasioni Barbariche che a stento raggiungono il 3% mentre nelle ultime settimane è in forte calo anche Piazzapulita che lunedì scorso ha registrato solo il 3,2%. Servizio Pubblico di Santoro è fermo al 5% e molto lontano dagli ascolti di un tempo. Considerando quindi solo i programmi in onda, e non da settembre a oggi, possiamo contare ben venticinque flop. Inutile sottolineare che ogni caso è diverso da altro e che alcuni casi sono disperati altri meno. Perché non vengono chiusi? Perché sono stati spesi già molti soldi e per cambiare bisogna avere delle valide alternative ma soprattutto delle idee. Caro direttore di rete, caro artista, caro autore ma tu ce l’hai un’idea?

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