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Rai, nomine 2012: eletti i 7 consiglieri

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E' stato un percorso lungo, reso spinoso da critiche e polemiche, dalla minaccia di commissariamento fatta da Mario Monti e dallo scontro istituzionale fra Fini e Shifani per la sostituzione del senatore "dissidente" Paolo Amato (Pdl) con Pasquale Viepoli di Coesione Nazionale. Alla fine, però, le nomine dei sette membri del Cda della Rai sono state definite: per Pdl-Lega, si tratta di Antonio Verro, Antonio Pilati, Luisa Todini, Guglielmo Rositani. Per il Pd occuperanno la poltrona Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi. Per l’Udc, Rodolfo de Laurentiis. Non ce l'ha fatta Flavia Piccoli Nardelli, che è stata la prima dei non eletti con soli quattro voti e che, non essendo di uno schieramento politico ben preciso, avrebbe rappresentato l'unica, vera sorpresa.

E adesso? Adesso il Consiglio si riunirà al completo, anche con la presidente designata da Mario Monti, cioè Anna Maria Tarantola, e con il consigliere indicato dal ministero dell’Economia, Marco Pinto. La Tarantola sarà eletta formalmente e per l'insediamento definitivo dovrà sottoporsi al parere della Vigilanza con una maggioranza qualificata dei due terzi. Compiuti questi passi, potrà designare il direttore generale per sottoporlo all'intesa con il ministero dell'Economia. Si conosce già il nome, esplicitamente indicato dal Premier: è il manager Luigi Gubitosi.

Positivo il commento del presidente della Commissione di Vigilanza Sergio Zavoli: "Al di là di imprecisioni e incongruenze, contraddizioni e malesseri, manifestati legittimamente anche in quest'aula, qualcosa da oggi non sarà più come prima nel rapporto tra una politica malintesa e l'Azienda. Il segno dell'apertura di un varco c'è stato e va colto in un momento difficile per il Paese, che chiede a tutti legittimita' e confronto, coesione e spirito costruttivo". Lancia fulmini e saette, invece, il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, secondo cui la sostituzione di Amato è "un golpe" in piena regola: "E' stato cambiato il collegio elettorale mentre erano in corso le votazioni una lesione inaccettabile della democrazia. Una truffa a cui il presidente del Senato si è prestato e per questo dovrà risponderne".

Il Cda della Rai è chiamato a mettersi subito all'opera, prima di tutto affrontando di petto le notevoli difficoltà economiche e le carenze della programmazione; programmazione che il presidente uscente Paolo Garimberti ha definito "debole" soprattutto nei nuovi palinsesti autunno-inverno che sono già stati presentati agli investitori pubblicitari.

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