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Red Tv, la chiusura e l'attacco al Pd di Adinolfi

Si torna a parlare di Red Tv, voluta da Massimo D'Alema e battezzata il 4 novembre del 2008. Ma nessuna buona notizia all'orizzonte. La scorsa settimana sono state avviate le procedure di licenziamento di tutti i giornalisti di Red Tv. La notizia è arrivata il 29 luglio scorso dal vicedirettore di Red Tv, Mario Adinolfi, attraverso un articolo pubblicato sul quotidiano Europa e un comunicato.

Adinolfi ha criticato il silenzio del Pd sull'intera vicenda e ha scritto: 'Leggo che il Pd attraverso l'on. Rubinato ha espresso solidarietà ai giornalisti del quotidiano ePolis in difficoltà. Informo il Pd, che lo sa già, che due giorni fa sono state avviate le procedure di licenziamento di tutti i giornalisti di Red Tv, la tv che del Pd ha raccontato in presa diretta la genesi, la nascita e tutta la storia. Ai giornalisti di Red Tv non è arrivata nessuna solidarietà. Anzi. La sinistra non ha imprenditori della comunicazione, eccezion fatta per l'Ingegnere che però pare uno che dice 'già dato'. Ci sono arruffapopolo, parrucconi, professionisti del finanziamento pubblico, cacciatori di anticipazioni bancarie, veri e propri farabutti. Un coacervo di personalità che si autodefiniscono 'imprenditori', in realtà è gente che non ha mai intrapreso un bel niente se non il tentativo di far pagare Pantalone'.

Secondo il vicedirettore di Red Tv è grave il silenzio del Pd e di tutta la sinistra. 'Non s'è mai vista una tv chiudere senza un lamento, senza una protesta - ha sottolineato Adinolfi - La proprietà ha voluto così, il direttore non ha emesso gemito e si è dimesso senza che si sapesse. I giornalisti, lasciati a loro stessi, sono stati raggiunti ieri dalla lettera di licenziamento e sembra che vogliano essere negate anche le dovute indennità di fine rapporto previste dal contratto. Il tutto senza che dal Pd ci sia arrivata neanche una pacca sulla spalla. Solo un imbarazzato silenzio. E Massimo D'Alema ha ritenuto di non dover dire neanche una parola ai lavoratori che finiscono per strada. Questi sono i leader della sinistra oggi in Italia'.

Luciano Consoli, presidente di Red Tv, ha replicato attraverso un comunicato stampa: 'Red Tv non chiude ma continua a resistere nonostante dal primo gennaio di quest'anno sia priva dei contributi per l'editoria per decisione del governo Berlusconi. Dal 2 agosto i nostri programmi andranno in onda sul canale 813 di Sky, grazie alla solidarietà offertaci da Youdem, la tv satellitare del Partito Democratico. Tutto questo per continuare a rientrare nei parametri del contributo qualora il Parlamento, anche nella prossima finanziaria, riuscisse a modificare la decisione che ci ha condannati. I sette giornalisti sono in contratto di solidarietà fino al 30 agosto e stiamo lavorando con l'Associazione Stampa romana per estendere anche a loro dal primo settembre la cassa integrazione in deroga della Regione Lazio già attiva per il personale amministrativo. Il direttore Francesco Cundari, con grande senso di responsabilità e altruismo ha deciso di rassegnare le sue dimissioni quale dipendente della società ma manterrà, senza oneri per l'azienda, la direzione responsabile della testata fino al 31 dicembre prossimo. Altre notizie sono prive di fondamento e diffuse per scopi prettamente personali e mettono a rischio la difficile lotta che stiamo conducendo per non far spegnere una esperienza innovativa e originale del panorama dell'informazione'.

 (foto © LaPresse)

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