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Roberto Benigni, lettera agli Italiani per presentare lo show in tv

Dopo il ritorno di Adriano Celentano, arriva su Rai Uno anche il momento di Roberto Benigni. Il comico toscano sarà in onda domani, alle 20.30, con "Il V dell'Inferno".

Lo show andrà in onda subito dopo il Tg1 e non avrà interruzioni pubblicitarie nelle due ore di trasmissione. Benigni ha pensato di annunciare il programma scrivendo una "lettera agli Italiani", che vi proponiamo nella sua versione integrale.

Lettera agli Italiani di Roberto Benigni
Cari Italiani,
con immensa allegria e col cuore che cinguetta come un fringuello appena nato, il 29 novembre in diretta su RaiUno, staremo un paio d'ore insieme a parlare del regalo più bello che ci è cascato addosso.
Dobbiamo capire cos'è l'amore. Ne tracceremo la storia.
Dal primo libro della Genesi, all'ultimo libro di Bruno Vespa, dalla lettera di pace di San Paolo ai Corinzi : "per quante cose io assuma in mio conto se non ho l'amore io non sono nulla." Alla lettera di scuse di Berlusconi a sua moglie : " …E dai Verò, stai buona, so' bagattelle…" Dalla rottura della Pace tra Greci e Troiani secondo Omero : "Causa ne fu la Divina femminilità di una Donna", alla recente rottura della pace tra AN e Forza Italia secondo Vittorio Feltri: "La causa è una sola, problemi di gnocca."
Vedremo gli enormi passi avanti fatti dall'Umanità su questo tema.
Sì, parleremo del sesso, il motore del mondo, percorrendolo nei suoi aspetti più estremi. Dalla libidine sfrenata alla totale repressione . Insomma da Casanova a Sandro Bondi. Parleremo di politica, da Voltaire : "non sono d'accordo con quello che dici ma sono pronto a morire purchè tu lo dica" a Silvio Berlusconi: "chi vota a sinistra è un coglione." Parleremo della grandezza dell'Italia cercando di capire che cosa abbiamo fatto di bello per meritarci città come Milano, Firenze, Roma dove sono nati uomini come Manzoni, Michelangelo, Cesare e cosa abbiamo fatto per meritarci città come Arcore, Ceppaloni, Montenero di Bisaccia e…non mi ricordo dove è nato Buttiglione.
E poi lasceremo parlare Dante. Ci faremo dire da lui cos'è quella nostalgia dell'infinito, quella ventata di annientamento che ci precipita addosso quando ci si innamora e smantella tutta la nostra vita, quella sensazione felice, pericolosa e rara che unisce sensualità e tenerezza e ci rende immortali.
Ce lo faremo dire da lui con parole antiche e commoventi che hanno attraversato i secoli per posarsi sulle nostre labbra. Nulla di solenne, semplicemente la bellezza.
A giovedì.

Roberto Benigni

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