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Roberto Benigni-Rai, saltano "I dieci Comandamenti". Il cachet di 4 milioni blocca l'operazione

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di Giuseppe Candela

Ormai non si parla d’altro, compensi e polemiche. Prima il litigio in diretta tra Fabio Fazio e l’onorevole Brunetta, ieri è poi arrivato il commento di Maurizio Crozza sulle trattative saltate con la Rai e Il Giornale fa sapere che l’accordo tra l’azienda di Viale Mazzini e Roberto Benigni è saltato. Laura Rio scrive che lo show natalizio dedicato ai “Dieci comandamenti” e i dodici apputamenti sulla Divina Commedia non andranno in onda in Rai. Dopo Crozza saltato anche Benigni e anche in questo caso il costo dell’operazione, circa quattro milioni di euro, è stato ritenuto eccessivo dai vertici aziendali. La Rai si priva quindi dei due eventi della stagione 2013- 2014.

Lo scorso dicembre la serata dedicata alla Costituzione italiana ottenne ben 12.600.000 telespettatori, numeri record. Meno bene invece i risultati degli appuntamenti dedicati alla Commedia dantesca. Il Giornale non esclude che possano arrivare accordi con altri canali e guarda caso queste polemiche potrebbero avvantaggiare la concorrenza. In questi giorni abbiamo ascoltato un mix di retorica, esagerazioni e cifre che date in maniera cruda lasciano senza parole anche il fan più fedele di un conduttore o di un attore. Sia chiaro, anche noi di Excite.it abbiamo più volte scritto compensi (non solo Rai) che a volte erano oggettivamente alti ma non abbiamo mai partecipato al massacro retorico senza considerare il valore dell’artista e le capacità di ripagare l’azienda con gli spot.

Il costo dell’operazione Crozza ha fatto tremare i polsi ma non si è considerato quanto il comico genovese avrebbe fatto guadagnare con gli spot, non si ricorda che il Sanremo di Fazio è stato ripagato dagli spot e non si ricordano nemmeno gli ascolti record di Benigni. Si può discutere sui compensi, si può trattare, si può non essere schiavi solo di Presta e Caschetto ma non possiamo essere condannati a Veronica Maya e Ingrid Muccitelli, a daytime “tarantolati” che il trash lo hanno nascosto sotto al tappeto che però fuoriesce appena bisogna recuperare qualche punto di share.

L’azienda che si preoccupa di bloccare (e magari non di trattare al ribasso) artisti come Crozza, Benigni e Fazio è la stessa che concede due programmi a Lorella Landi e che riempie i contenitori di argomenti inutili, la stessa azienda che fa fuori conduttori che funzionano per inserire conduttori imposti dai politici, la stessa azienda che si fa scappare il concerto di Morandi e che manda in onda il dvd del concerto di Jovanotti ottenendo ascolti flop. La stessa azienda che rinuncia a Miss Italia non perché uno show televisivamente finito e anacronistico ma per un fattore etico ma poi riempie il palinsesto di ex Miss. Il sensazionalismo e populismo spicciolo sui compensi della star non fa altro che avvantaggiare la concorrenza. Qualcuno se lo ricordi.

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