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Roberto Benigni su Raiuno a dicembre con I Dieci Comandamenti: "Devo sbrigarmi, il Governo Renzi potrebbe cambiarli..."

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di Laura Abbate

Roberto Benigni torna su Raiuno. A catapultarlo sul primo canale della televisione italiana per ben due serate (15 e 16 dicembre prossimi) saranno "I Dieci Comandamenti". Eh sì, dopo "La Divina Commedia", "La Costituzione" e "L'Inno di Mameli", è la volta delle Tavole della Legge. "Il Governo sta rimettendo mano alla Costituzione per cui vedrò di sbrigarmi a fare I Dieci Comandamenti perché non vorrei che mettessero mano anche a quelli" spiega ironico il regista. Poi, aggiunge in merito alla situazione politica italiana: "A Renzi gli voglio bene, lo sapete. Di Silvio Berlusconi ne abbiamo parlato per vent'anni, ora abbiamo Matteo Renzi ci dicevano voi comici rimpiangerete Berlusconi e invece c'è sempre qualche nuovo spunto a cui ispirarci". Il passato è passato insomma, ha lo sguardo ben saldo al futuro Roberto, nel quale pare ci sia ancora spazio per il grande schermo. Non perde la verve artistica che lo contraddistingue e specifica infatti: "E' un mio dovere nella serata fare riferimenti alla vita di tutti i giorni perché la Bibbia parla della realtà e sicuramente parleremo anche di Renzi perché ne fa parte". Sono stati fugati dunque i dubbi di coloro che, per attimo, hanno temuto uno spettacolo troppo impreganto di senso religioso e scevro di laicismo e secolarismo.

Benigni protagonista della prima puntata di Ballarò

Pare particolarmente entusiasta Benigni quando arriva nella Sala degli Arazzi di Viale Mazzini, scortato dal fidato agente Lucio Presta (in forma smagliante). Entusiasta non tanto e non solo del ritorno sul piccolo schermo, quanto piuttisto, pare che l'attore sia molto felice dello spettacolo che porterà sulla rete più importante della tv italiana. Raiuno infatti è la rete dei grandi eventi e questo si annuncia essere tale. Infatti, il Premio Oscar conferma: "Questo spettacolo è il più emozionante di tutti: la Bibbia è il libro più famoso del mondo, tutti sono convinti di conoscere i Dieci comandamenti, ma poi molti fanno confusione: ho un amico che è convinto siano non uccidere la donna d'altri, non rubare durante le feste". Prosegue come un fiume in piena: "Quando ho iniziato a leggerli mi sono reso conto che sono uno più bello dell'altro, hanno segnato il mondo intero: sono il riassunto di tutto, sono parole vive che contengono la morale, l'etica. Sono il più grande spettacolo per eccellenza, sia religioso che laico".

Dalla loro infatti, I Dieci Comandamenti hanno l'onere e l'onere di aver fatto conoscere al mondo le regole, di superare quella condizione di homo homini lupus, per dirla con Thomas Hobbes, che avrebbe portato al caos imperante e totale. Essendo dieci, Roberto Benigni ammette di avere una particolare predilizione per un paio di questi moniti: "Quelli che preferisco sono Adora il padre e la madre e Ricordati di santificare le feste perché non hanno il non, non sono divieti ". Ammette infine: "Comunque, sono tutti bellissimi...". Come gli sia venuta l'idea di scrivere uno spettacolo che racconti delle norme, quelle più antiche del mondo, non si sa ancora. Dunque, è difficile immaginare quale potrebbe essere il risultato del suo lavoro. Aspettiamo metà dicembre con ansia... e chissà che in termini numerici "I Comandamenti" non si riesca a battere i 12 milioni di telespettatori de "La Costituzione".

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