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Rosso di sera: il Michele Santoro and Friends funziona ma l'effetto nostalgia domina una serata ben scritta

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Mi ricordo quando Michele Santoro cantava "La libertà" di Giorgio Gaber ad Annozero, lo ricordo alle prese con la censura e con le difficoltà, ricordo il coraggio di ripartire su una piattaforma di tv locali ed infine l'esperienza a La7. Premetto, per onestà, la mia stima nei suoi confronti e verso Marco Travaglio. Ieri sera si è chiusa l'ennesima pagina della sua carriera e se ogni volta è stato in grado di ripartire, e in qualche modo stupire, ora il punto interrogativo sembra più grande. Non perchè manchino i meriti ma perchè sembra cambiato il "mondo" televisivo.

'A noi piace il rosso' - l'anteprima di Michele Santoro. Servizio pubblico riparte da Firenze e continua. Live now su http://www.serviziopubblico.it/ #rossodisera

Posted by Servizio Pubblico on Giovedì 18 giugno 2015

Il giornalista salernitano ha scelto di salutare il pubblico con un evento dal titolo Rosso di sera direttamente dalla piazza di Firenze. Per la durata monstre e per la sfilata degli ospiti è sembrato quasi il Festival Antirenziano condotto dalla coppia Santoro e Travaglio oppure una versione politica del Pavarotti and Friends con il linguaggio di Vieni via con me. L'addio (perchè di questo si tratta) di Santoro da La7 mi ha trasmesso sensazioni contrastanti. Che il giornalista sia televisivamente bravissimo non è in discussione, che abbia la capacità di scrivere una buona serata pure. Era una bella serata, lo dovranno ammettere anche i detrattori, dove però dominava l'idea (non le idee) e la convinzione di alcune posizioni.

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Ad uscire dallo schermo, dalle parole degli ospiti, da quelle del conduttore, dagli sketch di Travaglio è l'effetto nostalgia, il già visto, il già sentito. Prima Berlusconi, ora Renzi con l'errore però di trattarli quasi allo stesso modo. Il Cavaliere e il premier si somigliano ma non sono la stessa cosa e porsi in una condizione antiberlusconiana differisce da quella antirenziana. L'essere "contro" si è visto ed è legitimo anzi tanti si sono sentiti rappresentati e raccontati dallo speciale di Santoro ma c'è anche la voglia di "contare" ancora, di imporre la linea e l'agenda mediatica come in passato.

"c'è chi di sinistra ci diventa, io ci sono nata”. Intervento di Sabrina Ferilli. Servizio Pubblico riparte da Firenze e continua. Live Now Bianca Berlinguer su http://www.serviziopubblico.it/ - #RossoDiSera

Posted by Servizio Pubblico on Giovedì 18 giugno 2015

Il mondo politico, e non solo, è cambiato, peggiorato e forse lo spazio per certe cose si è ridotto. Il racconto anche toccante di Bianca Berlinguer, la musica da sogno di Nicola Piovani, il coraggio di Sandro Ruotolo, Sabrina Ferilli e il concetto di sinistra, i presenzialisti J-Ax e Parietti, la debole Giulia Innocenzi pronta agli assist per Landini. Poi è arrivata la sorpresa clamorosa che non era Benigni o Celentano ma Carla Fracci. Con tutto il rispetto per la signora Fracci è venuta voglia di gridare: "Sipario, sigla." Io però il sipario per Santoro lo aprirei sempre e fossi un direttore Rai farei di tutto per riportarlo a casa perchè è giusto dargli quello che gli è stato tolto, perchè Santoro due come Porro e Giannini se li mangia a colazione, perchè gli ascolti non saranno gli stessi ma lui ha sempre tirato fuori il coniglio dal cilindro. Michele, almeno tu stupiscici!

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