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Ruini, le coppie di fatto e la satira

"E’ preferibile una Chiesa oggetto di sempre maggiori contestazioni, piuttosto che essere irrilevanti. In altri Paesi come la Francia forse c'è minore contestazione, ma solo perché minore è il peso specifico dei cattolici". Il cardinale Camillo Ruini ha lasciato dopo 16 anni la presidenza della conferenza episcopale italiana, ma ha conservato la solita verve.

Ruini, al termine della due giorni di studi che lo ha visto impegnato su La ragione, le scienze e il futuro delle civiltà, esprime ancora una volta le proprie opinioni su coppie di fatto: "E' una libera scelta, va rispettata, ma perchè creare una nuova struttura giuridica che rischia di sovrapporsi a quella esistente? Molte coppie di questo tipo non vogliono nuove norme".

Con la satira, che spesso lo prende di mira, non ha alcun problema: "Come cattolici dobbiamo stare dentro le dinamiche della comunicazione. Senza limitarci al gioco di rimessa".
Ai cattolici italiani, Ruini lancia un messaggio: "Se noi cristiani ci rassegniamo ad essere una subcultura, in un mondo che guarda dai tetti in giù, niente potrà salvarci, a meno di un intervento della Provvidenza. Dall'interno del cattolicesimo cresce la consapevolezza che c'è bisogno ridiventare la bussola della cultura. Perché i problemi che riguardano l'uomo in quanto tale e il dialogo tra le religioni spingono ormai in una direzione convergente: fanno sentire a molti il bisogno di riscoprire la propria identità cristiana. In Francia forse c'è minore contestazione, ma solo perchè minore è il peso specifico dei cattolici".

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