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Sanremo 2013 rinviato per elezioni? La Rai ci pensa

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Il ciclone Littizzetto si abbatte sul Festival di Sanremo: l'esilarante performance dell'attrice comica a Che tempo che fa di domenica scorsa comincia a produrre i suoi effetti. Dopo il polverone sollevato dal consigliere di amministrazione Verro e l'invito del dg Gubitosi a stare attenti con la satira politica, ecco che spuntano le prime voci su un possibile cambio di collocazione in palinsesto per il Festival di Sanremo.

La Littizzetto sarà la co-conduttrice insieme a Fabio Fazio, con cui fa coppia da anni nel week-end di Rai3, ma l'eccessiva esuberanza dell'attrice torinese potrebbe far slittare l'evento canoro. Visto che non le manda a dire a nessuno (la sua "pragmatica sensazione di aver rotto il c****" è diventata un cult sulla rete), la Littizzetto potrebbe diventare un fiume in piena sul palco dell'Ariston, proprio nel periodo in cui si terranno le elezioni politiche.

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Per questo, a Viale Mazzini si discute già di uno slittamento del Festival della Canzone Italiana, che potrebbe essere posticipato rispetto all'election Day. Previsto inizialmente per la metà di febbraio, il carrozzone sanremese sembra ora in bilico, in attesa che venga definita la data del voto per le elezioni politiche e per le regionali. La scelta di Mario Monti di rassegnare le dimissioni subito dopo l'appprovazione della Legge di Stabilità ha fatto sì che si anticipasse la data delle consultazioni: probabilmente potremmo andare alle urne il 17 e 18 oppure il 24 e 25 febbraio 2013. In tal caso il Festival andrebbe in onda necessariamente nel mese di marzo.

A sollevare la questione direttamente in Parlamento è stato il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: "L’ipocrisia regna sovrana nel sistema delle comunicazioni. Fra poco tempo scatta la par condicio. Però, proprio alla vigilia delle elezioni, il Festival di Sanremo previsto per il 12-16 febbraio 2013 sarà guidato da due personalità come Fazio e la Littizzetto che non sanno dove stia di casa l’imparzialità". Il deputato ha anche aggiunto che i due conduttori "già si stanno esibendo con toni marcatamente di parte e ieri la Littizzetto ci ha fatto capire quello che ci aspetta. Tutto ciò pone la presidente della Rai Tarantola e il dg Gubitosi davanti ad enormi responsabilità".

Un appello subito raccolto a Viale Mazzini da Antonio Verro, che sulla questione ha interpellato la commissione di Vigilanza: "Credo che l'azienda debba cominciare a porsi il problema di un'eventuale sovrapposizione tra elezioni politiche e Festival di Sanremo - ha dichiarato all'Adnkronos - Se il Festival, oggi calendarizzato dal 12 al 16 febbraio, dovesse trovarsi a cadere nella settimana delle elezioni o in quella subito precedente, io francamente sarei per un suo rinvio". Il consigliere d'amministrazione, nominato tra le fila del Pdl, ha fatto leva sugli obblighi della Rai nel periodo elettorale: "Il servizio pubblico sarà infatti chiamato in quel periodo a rispettare una serie di obblighi che, nelle prossime settimane, saranno definiti più nel dettaglio dalla Commissione di Vigilanza. Occorre rapidamente prendere una decisione perché c'è il rischio da un lato di non offrire ai cittadini un'adeguata informazione in campagna elettorale e, dall'altro, di condizionare troppo il più importante spettacolo della televisione italiana".

Qualcuno potrebbe chiedersi (ingenuamente) perchè una kermesse musicale debba preoccuparsi delle elezioni. E in effetti, probabilmente, in un altro Paese le due cose resterebbero distinte e separate. Ma Sanremo da un po' di anni non è più un Festival musicale, piuttosto uno show in cui le canzoni hanno un ruolo sempre più marginale. Lo si è visto lo scorso anno, quando Adriano Celentano ha offuscato il resto dello spettacolo con i suoi interventi. Quest'anno, avranno pensato in Rai, meglio correre ai ripari finchè si è in tempo.

Ufficialmente lo spostamento in palinsesto sarebbe giustificato dalla necessità di garantire la copertira delle elezioni con le necessarie finestre informative (Tg, talk show, eventuali speciali in prima serata) e contemporaneamente per assolvere agli obblighi di legge legati alla par condicio. Difficile però non pensare che la questione sollevata sull'intervento della Littizzetto a Che tempo che fa non c'entri nulla con l'ipotesi dello slittamento. Superare lo scoglio delle elezioni permetterebbe a Viale Mazzini di affrontare con meno preoccupazione l'irriverenza della Littizzetto, che non si risparmierà certo sul palco dell'Ariston.

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