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Sanremo 2014, Duccio Forzano ad Excite.it: "Sarà una regia cinematografica, emozionante ritrovare Baglioni"

  • duccioforzano.com

“Più che la tensione c’è tanto lavoro da fare” mi dice Duccio Forzano alle prese con i ritmi frenetici delle prove quando mancano poche ore al debutto della 64° edizione del Festival di Sanremo. Una lunga carriera alle spalle e una regia sempre elegante e raffinata.

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Questo è il tuo quarto festival, hai diretto quelli condotti da Antonella Clerici, Gianni Morandi e Fabio Fazio. Quali differenze hai trovato lavorando con tre artisti così diversi?

“Più che differenze sono contento del fatto che tre persone del mondo dello spettacolo diverse mi abbiano voluto al loro fianco durante il tempo del Festival perché di solito ci sono le coppie regista- conduttore, in questo caso aver avuto la possibilità di lavorare con tre persone diverse mi ha dato la possibilità di imparare delle cose. Le differenze sono che ognuno ha un carattere ovviamente personale e ha dei gusti di un certo tipo, dal punto di vista scenografico piuttosto che fotografico, io ho cercato di imparare a raccontare il carattere di tutti e tre.”

Lavori con Fabio Fazio ormai da molti anni, quanto aiuta poter lavorare con una squadra che già conosci?

“Non è tanto lavorare con Fabio Fazio che mi agevola in qualche modo ma è il problema che io ho una squadra completamente nuova a Sanremo e non ho i miei ragazzi che stanno alle telecamere con cui lavoro tutto l’anno. Insomma è completamente diverso, alcuni li conosco alcuni non li conosco il vero lavoro è quello di riuscire a creare un clima e un modo di essere uniti per portare a termine un tour de force come quello che stiamo facendo.”

Passi da un programma di “parola” come Che tempo che fa all’evento per eccellenza come Sanremo. Quali sono le differenze e come ti sei preparato?

“Che tempo che fa è molto difficile dal punto di vista del racconto perché raccontare due persone che parlano è molto più difficile che raccontare qualcuno che balla o che canta, la scena è statica c’è un’intervista e due persone sono sedute e la difficoltà è riuscire a tenere l’attenzione anche se i contenuti sono interessanti è ovviamente più difficile che farlo durante una canzone. Paradossalmente è molto più difficile raccontare Che tempo che fa che Sanremo, la difficoltà del festival è che i tempi sono molto ristretti rispetto alla quantità di lavoro che c’è da preparare.”

Dal punto di vista tecnico quest’anno avrai a disposizione una Floorcam e una Spiedercam 2d. Quanto influiranno questi nuovi arrivi sulla regia che vedremo?

“Intanto c’è l’orgoglio con la Rai di essere riusciti a portare la Spidercam 2d dentro l’Ariston e non è cosa da poco. Questi mezzi daranno la possibilità di poter raccontare in modo cinematografico il racconto del Festival e delle canzoni perché sono macchine in movimento che danno movimento che riprendono con movimento quindi danno la possibilità di avere più dinamismo nel racconto visivo.”

C’è qualche personaggio che ha preteso particolari inquadrature oppure hai risposto “Il regista sono io e la decisione spetta a me”?

“Questa frase mi piace molto (ride, ndr). E’ un po’ quello che alla fine succede però c’è grande confronto. A me è capitato in passato più che a Sanremo di avere personaggi esigenti che richiedevano riprese di profilo.”

Un nome?

“Una su tutte Liza Minnelli da Fiorello. Quando è arrivata si è preoccupata subito di dirmi che il suo profilo migliore era quello destro e quindi Fiorello doveva stare dalla parte opposta e che le sue riprese in piano avrebbero dovuto essere fatte solo con quella telecamera. Diciamo che era molto preoccupata ma poi alla fine è andato tutto bene.”

La scenografia sembra in qualche modo richiamare “La grande bellezza” di Sorrentino.

“E'il concetto più che la scena stessa fisicamente parlando, intendo dire che il concetto di questo festival è la bellezza, la scena rappresenta qualcosa di bello lasciato andare ma non la scenografia di Sorrentino.”

Hai cominciato con Claudio Baglioni quasi venti anni fa, lo scorso anno le trattative non ebbero esito positivo invece quest’anno ci sarà. Che effetto ti fa vederlo all’Ariston?

“Con Claudio non ci siamo mai persi e io gli devo moltissimo se non tutto. Se non era per lui probabilmente non so quando avrei cominciato perché è stato il mio padrino artistico però non ci siamo mai perduti tra videoclip, concerti e quant’altro abbiamo lavorato insieme più volte. Certo averlo al festival insieme a Fabio Fazio è intanto un deja vu perché con loro feci L’ultimo valzer ed è stato anche divertente ma averlo sul palco dell’Ariston a cantare sicuramente è emozionante per quanto mi riguarda.”

Tu hai avuto la possibilità di ascoltare i brani in gara, c’è una canzone che ti ha colpito?

“Sono rimasto colpito dai giovani e forse per campanilismo Zibba è quello che mi piace e che mi affascina però effettivamente tra i giovani c’è parecchia roba bella.”

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