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Sanremo a lume di Candela: il Festival visto dall'Ariston, Beppe Vessicchio superstar fino a Pintus e il paese reale

Ora lo so che mi invidierete, non tutti sia chiaro, ma io ieri sera ho visto la seconda serata del Festival direttamente dal teatro Ariston. Nessun aggancio (toscano) particolare e nemmeno ho sborsato soldi per averlo, semplicemente sono stato estratto in sala stampa e mi hanno regalato un biglietto per la serata (dopo aver intervistato Marco Masini, così per dire). L’ultima volta che ho vinto qualcosa avevo forse dieci anni e giocavo a Monopoli quindi cerco qualcosa di pseudoelegante e si va sul red carpet. Ci sono quasi cinquecento persone lì fuori, tutti guardano mentre entri e a me prende l’ansia da prestazione.

Stanno tutti lì con lo sguardo del “ma che fortuna questo” e io imbranato come sono quasi cado lì davanti a tutti. Evitato il disastro all’ingresso non mi accoglie il personale per strappare il biglietto ma Gianfranco Agus de La Vita in diretta che bracca gli ospiti all’ingresso facendo domande lunghe come un editoriale di Eugenio Scalfari. Stabilito che l’Ariston è minuscolo e le poltrone scomode, il clima è molto sereno e tutti sono attenti.

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Conti saluta il pubblico prima di iniziare e nel corso della serata chiede applausi più forti in stile animatore Valtur. Il ritmo è serrato, tutto preciso ed organizzato, dal punto di vista tecnico nessuna sbavatura. Guardando le maestranze Rai al lavoro viene quasi da essere buoni. Si cantano le canzoni di Antonacci e poi c’è Pintus, in teatro ridono tutti e io pochissimo.

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Guardo con attenzione il “paese reale” ma continuo a pensare che il comico non ha ancora la stoffa per questo genere di eventi. Guardo invece con maggiore attenzione, e potete immaginare il perché, Charlize Theron. Bella, bellissima, ancora di più. Ah poi c’è la musica? Mi resta in testa la canzone di Masini che avevo ascoltato in anteprima (le fortune dei giornalisti) mentre il teatro fa il tifo per Il Volo con striscioni, cartelli, urla da bimbominchia.

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Subito dopo un giro a piazza Bresca dove ogni sera c’è sempre la stessa gente, io ho il dubbio che siano figuranti Rai, che balla qualcosa che somiglia molto ad una coreografia di Garrison. Il maestro Vessicchio, per restare in tema, fuori dal ristorante è più quotato di Tina Cipollari, selfie, interviste, autografi e chi più ne ha più ne metta. Gira per le strade un capellone con un metro e mezzo di capelli tenuti verso l’alto forse con dell’attak e altre stranezze non mancano. Ah qui è pieno di toscani vorrei parlarvene ma i miei colleghi citano Razzi e mi dicono: “Fatti li cazzi tua”. La solita casta.

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