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Dal gioco kitsch al vocabolario toscano tra Renis e l’ansia prefestival

Il treno da Milano verso Sanremo con un leggero ritardo, la pioggia insistente e l’uscita dalla stazione che richiede lo stesso tempo della lettura di un editoriale di Eugenio Scalfari. Sistemati i bagagli ci pensa Higuain con il suo gol a tranquillizzare gli animi mentre i coinquilini sono alle prese con i problemi per il riscaldamento. Un brindisi al Casinò con i conduttori e un giro alla festa organizzata da Radio Italia e Tv Sorrisi e Canzoni. Sorrisi (finti), pacche sulle spalle e chiacchierate di circostanza, la mia faccia è la stessa della Loren mentre Ruffini le dava della “topa meravigliosa”.

Il clima sembra leggermente sottotono, si ostenta tranquillità ma c’è anche la giusta paura. La stessa che abbiamo provato noi giornalisti davanti al gadget regalato all’uscita della festa, cosa? Il gioco kitsch di Sanremo con tanto di faccione di Conti sulla scatola così anche il momento Eredità ce lo siamo assicurati. Si chiacchiera tra il caffè e una sigaretta, si cerca di capire se la Raffaele farà satira politica o se il marito di Elton John sarà in prima fila per accompagnarlo. Insomma si cerca di tirare fuori una polemica che rianimi tutto ma difficile che Conti presti il fianco, sempre fuori dalla zona politica lo sarà ancora di più questa volta. In tempo di nomine tira una strana aria, arriveranno anche Campo Dall’Orto e Maggioni, per ora Leone fa da padrone di casa con la solita gentilezza. Tutti si giocano tutto e si vede.

Sanremo a lume di Candela, i retroscena del Festival

Che Festival sarà? Pop ma poco evento. Conti assicura ritmo ed educazione, è un professionista e sa come muoversi. Gli ascolti forse non saranno clamorosi come lo scorso anno ma nessuno, ad essere sinceri, si aspetta il flop. Manca però il colpo, i Fiorello, Crozza, Zalone, Benigni stanno lontani dalla riviera ligure. Nicole Kidman? Vista come madrina perfino ad Agon Channel e in altri programmi italiani come C’è posta per te. Lo scorso anno l’evento era assicurato dalla reunion di Albano e Romina e c’era maggiore curiosità verso Arisa ed Emma, quest’anno non si avverte ma siamo pronti (anzi desideriamo) stupirci e smentirci. Tutti in giro cercano Garko, lui in conferenza stampa risponde in modo furbo ed evita (per ora) riferimenti alla tragedia che lo colpito.

Io corro da una parte all’altra, in sala stampa al mattino mi presento con le borse alla Toni Capuozzo e i capelli alla Sandro Mayer. In conferenza nessuna domanda sugli ascolti e un trio di valletti tra i colleghi (indovinate voi i nomi). Quotate a 1.20 le battute sul cognome dello scenografo (Bocchini) e l’invito del collega Francesco Canino a fare attenzione al correttore automatico che trasforma Madalina in Maialina. Qui scoppia il caso diplomatico anche perché è talmente bella che perfino Salvini eviterebbe la polemica sulla “straniera che ruba il lavoro alle italiane.” A lui le conduttrici non dispiacciono quindi si possono dormire sonni tranquilli. Io continuo a lavorare alle interviste e se il cast non sembra spiccare decido di incontrare Tony Renis, un signore della musica che si scusa per i tre minuti di ritardo e che per altri quaranta mi racconta la sua storia eccezionale. Ascolto in rigoroso silenzio, capisco il motivo del suo successo e spero in una monografia al cinema o in tv il prima possibile. Insomma sono solo e senza “scorta”, bischeri corro a cercare disperatamente un vocabolario di toscano.

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