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Sciopero Mediaset, le novità

L'appello delle truccatrici del gruppo Mediaset al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e al vicepresidente Piersilvio Berlusconi, è rimasto inascoltato. Così ieri ed oggi per la prima volta, i lavoratori del gruppo, hanno incrociato le braccia come annunciato qualche giorno fa.

Sono 56 le persone, soprattutto donne, del reparto sartoria, trucco e acconciature che dal primo febbraio si troverebbero ad essere dipendenti non più del grabde gruppo televisivo ma della società "Pragma Service srl". Ad essere temuta non è solo la riduzione degli stipendi e la perdita dei benefit aziendali, ma anche la possibile perdita del posto di lavoro.

Ieri davanti agli studi di Roma e di Cologno Monzese si sono formati piccoli presidi di protesta. Su Il Corrie delle sera si legge che Paolo Casamassima, delegato del sindacato di base Slai Cobas che ha condiviso la protesta con le altre organizzazioni, Sistel-Cisl, Uilcom-Uil e Flc-Cgil, ha denunciato il fatto che "è stato impedito ai delegati che ne avevano fatto richiesta di entrare in azienda per verificare l'andamento dello sciopero". Il sindacalista ha poi fatto presente che "sono stati visti entrare lavoratori di altre aziende che noi riteniamo siano stati utilizzati per svolgere le mansioni dei lavoratori in sciopero. Secondo Casamassima l'azienda "di proprietà del presidente del Consiglio e guidata dal proprio figlio non rispetta il contratto di lavoro che prevede per i rappresentanti sindacali il diritto di entrare in sede per verificare il funzionamento delle attività".

I giornalisti del Tg5, che avevano preparato un comunicato di solidarietà ai lavoratori in sciopero, hanno ritirato le firme nell'edizione delle 20 perché l'azienda non ha autorizzato la lettura del comunicato. Come sottolineato da Il Messaggero, però, la nota in cui si diceva che il Cdr del Tg5 condivide "il timore espresso dai colleghi di Videotime-Mediaset che il progetto di cessione di questo ramo d'azienda possa essere l'inizio di un processo di affidamento di lavoro in appalto, che nell'ambito delle più generali trasformazioni dei settore televisivo, potrebbe coinvolgere altri settori, sedi o attività del gruppo Mediaset nel suo complesso", è stata letta nell'edizione del telegiornale delle 13.

In questa situazione, come si difende l'azienda? Attraverso un comunicato letto in diretta durante l'edizione delle 13 del Tg5, Mediaset ha rassicurato i dipendenti spiegando che "l'operazione non avrà alcun effetto sull'occupazione o sulla condizione retributiva dei lavoratori coinvolti che avranno il posto di lavoro assicurato".

Foto: corriere.it

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