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Simona Ventura e lo spot Pittarosso: derisioni sui social. Come rovinare una carriera in tre passi di danza

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di Simone Rausi

AAA Cercasi agente per Simona Ventura. Se anche voi rimpiangete i fasti della “lavagnatta” dell’Isola dei famosi fatevi avanti e non siate timidi perché qui la situazione sta proprio sfuggendo di mano. Ricapitoliamo: c’è una signora professionista dello spettacolo, una che sa cosa vuol dire condurre un programma. Certo, non è una showgirl, canta maluccio e balla anche peggio, ma è ironica, tiene il palco, trasforma i programmi in successi. Ha anche una sua linea di abbigliamento e punta molto sullo stile, siamo in zona luxury, grandi griffe, sandali gioiello, cocktail outfit d’autore e tutta quella roba lì. Ora che sembra chiaro cosa c’è sotto la lista “punti forti” e sotto quella “punti deboli” prendete questi ultimi in massa e fateci uno spot.

Le immagini su Instagram dello spot Pittarosso con Simona Ventura

Lo spot Pittarosso che da ieri sera è in rotazione è la massima apoteosi di quello che Simona Ventura non dovrebbe mai fare nella vita:cantare, ballare e far credere di fare shopping nei negozi low cost della grande distribuzione. Ora, passi che certe articolazioni non si muovevano così legnose dai tempi dei passi a due della De Filippi a C’è Posta e che la canzone non è proprio una hit ma l’effetto “sangue” della grafica, la coreografia da plotone d’assalto pronto a invadere la Crimea e il fatto che la Ventura dica “te lo dice Simona in rosso” pur vestendo di bianco non si possono tollerare.

Non ci sono cachet e pubblicitari in stato confusionale che tengano: questa è una mazzata sulla reputazione di un personaggio da 90 della tv italiana e, manco a dirlo, i social network hanno già seppellito sotto metri di fango tutta l’operazione. Su Youtube c’è chi crede che la Ventura sia posseduta dallo spirito di un carbonaro morto, chi invita SuperSimo alla denuncia chi si limita a definirlo agghiacciante.

Su Twitter va anche peggio: “Ventura e Pittarosso, non trovo il nesso: a meno che il suo conto non sia dello stesso colore del negozio”, “Aiutatemi a dire TRASH!”, “Abbiamo già inserito lo spot nei manuali di comunicazione?”, “inguardabile, sembra abbia il ciclo! Che impressione!”. E tutta una serie di altri epiteti irripetibili. Oltre al danno, inoltre, la beffa: Simona non potrà nemmeno sfogarsi con una sessione di shopping selvaggio. Bandita via dei Condotti, se si vuole salvare la credibilità dello spot, almeno quella, la parola d’ordine sarà “Saldi”. Fuori la decolleté di haute couture e dentro la stivalata in ecopelle. Alla Simona in rosso l’hanno fatta nera.

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