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Sposini e l'ictus: la famiglia denuncia Rai e medici. Ecco cosa accadde quel giorno tra medici a mensa e tempo perso

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di Simone Rausi

Ci sono decine e decine di telefonate, un medico che non si trova, un ospedale chiuso e un’ambulanza che non arriva alla base della denuncia alla Rai da parte della famiglia di Lamberto Sposini, il giornalista ed ex conduttore de La Vita in Diretta colpito da ictus il 29 Aprile del 2011, poco prima dello speciale sulle nozze di William e Kate. A distanza di quasi tre anni la famiglia Sposini vuole vederci chiaro e mette tutto in discussione. I soccorsi sarebbero stati lenti e poco efficaci e oggi Lamberto avrebbe potuto godere di una qualità di vita migliore. Questa che state per leggere è la ricostruzione di Panorama.

Lamberto Sposini tornerà a casa

Sposini si sente male cinque minuti dopo le due. Mi giro e vedo Lamberto che Rantola” dice Daniel Toaff, all’epoca vicedirettore di rete e punta di diamante de La Vita in Diretta. Toaff cerca il medico che non si trova, probabilmente è a mensa. L’azienda dichiara l’intervento del medico tempestivo ma Toaff è sicuro che il dottore sia arrivato in studio un quarto d’ora dopo (“Anche Lucia Annunziata, uscita dallo studio accanto, protestava per il ritardo del medico”). Intanto un figurante del programma chiama l’ambulanza segnalando “un malore”.

Definizione questa che vale “solo” un codice giallo. L’operatore cerca un’ambulanza ma molte sono al Vaticano per la beatificazione di Giovanni Paolo II. Ci vogliono 7 telefonate e 27 minuti per parlare con un medico. Il codice diventa rosso e parte l’ambulanza. Si, da Trastevere, a chilometri e chilometri di traffico. Quando il mezzo arriva i medici spiegano che mancava la barella e portano Sposini al Santo Spirito dove si accertano, con una Tac, danni cerebrali. La neurochirurgia però è chiusa. Altro viaggio, si va al Gemelli. Qui Sposini viene operato in serata, alle 18.15 ed esce dalla sala tre ore dopo.

Francesca, la figlia di Sposini, il legale e l’ex compagna fanno causa a medici e Rai perché il ritardo dei soccorsi avrebbe pesantemente influito sui danni dell’ictus. Ma la Rai parla di “intervento corretto dei medici” e si appella a una perizia medico legale secondo la quale in casi come quello di Sposini non si dovrebbe operare prima delle quattro ore. Oggi Sposini sta meglio ma, secondo quanto si legge dalle colonne del settimanale, “difficilmente potrà tornare alla vita di prima”. E ora si cerca un colpevole, il responsabile di piccoli, enormi “errori di valutazione”.

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