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Sprechi in Rai: al pomeriggio buco di 500 mila euro, Estate in diretta ha 70 collaboratori. Ammirati verso la riconferma? La Rai precisa

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Update 10.12 La Rai attraverso il suo ufficio stampa chiede di precisare alcune cose in merito alla nostra inchiesta che trovate di seguito. Ecco le precisazioni che pubblichiamo integralmente.

Caro Direttore, con riferimento all’articolo pubblicato dal sito Excite.it il 6 giugno scorso dal titolo “Sprechi in Rai: al pomeriggio buco di 500 mila euro, Estate in diretta ha 70 collaboratori. Ammirati verso la riconferma?” a firma di Giuseppe Candela, precisiamo che le notizie riportate risultano false e prive di ogni fondamento. In particolare l’estensore dell’articolo parla di un “buco da oltre 500mila euro” quando, rispetto alle edizioni precedenti, il costo a puntata risulta di gran lunga inferiore. Per quanto riguarda poi i “servizi non mandati in onda”, nell’articolo si parla di circa 300 inediti mentre il loro numero effettivo è molto inferiore alla metà e si avvicina ai 100 una cifra da considerarsi fisiologica per una trasmissione quotidiana di oltre 180 puntate, della durata di 210 minuti. E anche in questo caso, la quantità di “inediti” delle precedenti gestioni risulta superiore. Inoltre nell’articolo si ipotizza un aumento di collaboratori. Anche questa notizia è falsa: il loro numero è rimasto invariato rispetto alle edizioni precedenti. E infine il numero degli autori non è 14, come riportato dall’articolista, bensì 8. Con uno sforzo di fantasia nella lista sono stati inseriti infatti, il dirigente responsabile della trasmissione, una programmista regista interna e persino i due conduttori. Ufficio Stampa Rai Roma, 10 giugno 2014

Giornali, tv e siti internet non parlano d’altro: i 150 milioni che il premier Renzi ha chiesto alla Rai. Ognuno dice la sua, c’è chi si oppone, c’è chi è a favore e al momento l’11 giugno i dipendenti dell’azienda di Viale Mazzini sciopereranno. La paura che a pagare i danni fatti negli anni dai vertici siano le maestranze è forse fondata ma è anche vero che in Rai gli sprechi ci sono eccome. Noi abbiamo spesso segnalato compensi da capogiro e problemi gestionali a Viale Mazzini. Esempio eclatante della cattiva gestione dirigenziale è sicuramente il pomeriggio della rete ammiraglia diventata quest’anno simbolo di un suicidio inspiegabile che ha portato a danni forse irreparabili.

(La Vita in diretta, Alda D'Eusanio contro Max Tresoldi: "Questa non è vita...")

Ascolti flop, linea editoriale assente e cattiva gestione. Ora Matteo Renzi, Renato Brunetta, Roberto Fico, Luigi Gubitosi , Annamaria Tarantola o chicchesia prendano carta e penna perché potrebbe servire. Siamo stati i primi ad annunciarvi l’arrivo di Maria Pia Ammirati nel pomeriggio di Rai1 al posto di Daniel Toaff. E’ sufficiente una veloce rassegna stampa per rendere l’idea degli apprezzamenti trasversali verso l’attuale vicedirettore. Viene lanciata in Rai da Agostino Saccà, è in ottimi rapporti con Paolo Romani e Lorenza Lei, alcuni la definiscono una fassiniana doc ma i beninformati raccontano che nel 2009 si autoinvitò a Porta a Porta per incontrare Silvio Berlusconi, con lui parlò per venti minuti dei problemi di Viale Mazzini.

La Vita in diretta, il flop e il buco da 350 mila euro. 14 autori e ogni puntata costa 45 mila euro

Dopo tanti anni passati a UnoMattina è riuscita a far crollare gli ascolti del programma di oltre dieci punti di share e alcuni incidenti di percorso verificatisi nella sua carriera non ne hanno affatto scalfito l’ascesa. Tra gli altri i licenziamenti da parte della Rai del conduttore di Occhio alla spesa Alessandro Di Pietro e di Carlo Raspollini, autore di UnoMattina e Linea Verde, entrambi furono accusati di gravi casi di pubblicità occulta avvenuti durante la sua gestione. La promozione nel pomeriggio però ha portato effetti ancora peggiori non solo dal punto di vista qualitativo e di ascolti ma anche gestionale. Il programma ha perso oltre il 6% di share rispetto all’edizione precedente e ha permesso a Canale 5 di diventare la rete più vista dopo otto anni a livello europeo (Giancarlo Scheri dixit).

Domenica In: Mara Venier, i sedici autori e lo "show" costa 200 mila euro a puntata. Bucolo paga per tutti

Oltre alla mancanza di empatia di Franco Di Mare e Paola Perego, anche loro responsabili del flop, avevamo espresso forti dubbi sulla linea editoriale. Lo scorso 2 febbraio proprio noi di Excite.it abbiamo anticipato in esclusiva un buco di oltre 350 mila euro dopo appena quattro mesi, la presenza di quattordici autori e il costo a puntata aumentato del 50% rispetto alla gestione Toaff quando una puntata de La Vita in diretta costava solo 30 mila euro mentre le puntate dell’edizione Ammirati costano all’azienda di Viale Mazzini circa 45 mila euro. A distanza di quattro mesi siamo in grado di fornirvi ulteriori dettagli che completano il quadro sulla gestione del pomeriggio di Rai1. In questi mesi non solo la Rai non è riuscita a rientrare nelle spese quotidiane ma a quanto ci risulta avrebbe allargato ulteriormente il buco fino ad arrivare a 500 mila euro. Simbolo di un errore gestionale è per esempio il fatto che siano stati realizzati circa 300 servizi, ovviamente pagati, ma mai andati in onda. Com’è possibile? Perché nessuno ha controllato?

Nei mesi scorsi vi abbiamo inoltre segnalato anomalie anche nella Domenica In condotta Mara Venier dove la responsabile è ancora una volta Maria Pia Ammirati. Tra i moltissimi problemi tecnici a farne le spese era stato il regista Giuseppe Bucolo al suo posto è arrivato l’esterno Roberto Croce (non c’era un regista interno già sotto contratto?) e avevamo segnalato la presenza di ben 16 persone tra autori e collaboratori con un costo a puntata di 200 mila euro (Arena compresa), ben 40 mila euro in più rispetto alla gestione precedente firmata Toaff.

Da lunedì 2 giugno è partita Estate in diretta con la conduzione di Eleonora Daniele e Federico Quaranta. Al momento gli ascolti si sono rivelati insoddisfacenti con una sconfitta al debutto contro Canale 5 che schierava la replica di una fiction di quattordici anni fa e nei giorni seguenti Barbara D’Urso ha vinto facile (anche grazie al traino de Il Segreto). Voi direte avranno imparato a gestire costi e autori? Invece no, le anomalie continuano. Il programma pur durando solo 110 minuti (ben novanta in meno rispetto all’edizione invernale) è firmato da addirittura 14 autori.

Ecco i nomi: Antonella Delprino, Rodolfo Baldini, Piero Barbaro, Mauro Caporiccio, Sergio Malatesta, Carola Ortuso, Fabrizio Silvestri, Luciano Tancredi, Silvia Zavattini, Alessandra Palomba, Federico Quaranta, Angelo Mellone, Eleonora Daniele e Carla Mellidi. In pratica un autore ogni otto minuti di trasmissione a cui vanno aggiunti 14 inviati, 19 programmisti registi, 6 consulenti, un collaboratore ai testi, un casting e quattro consulenti web. Totale 59 persone a cui va aggiunto il personale che lavora dalla redazione alla segreteria con un totale che sale ancora fino ad avvicinarsi alle 70 persone.

Da circa un mese si rincorrono voci sull’arrivo a Rai Teche di Maria Pia Ammirati, noi vi abbiamo anticipato che al suo posto potrebbe arrivare Maria Vittoria Fenu ma vi avevamo anche anticipato che l’attuale vicedirettore stava facendo di tutto per strappare la riconferma che al momento pare possibile anche per la stima personale del direttore generale Luigi Gubitosi. Premesso che appartiene ad ognuno la libertà di scegliersi i propri collaboratori alcune riflessioni però sono d’obbligo. Se un programma floppa, non ha un’identità e crea un danno economico all’azienda perché il responsabile non solo non viene mandato via ma rischia addirittura di essere riconfermato? E’ davvero sufficiente mandare via (giustamente, sia chiaro) i conduttori e sceglierne dei nuovi (sicuramente migliori) per cambiare tutto? Se un allenatore fa retrocedere la vostra squadra con risultati disastrosi voi lo riconfermereste? Io no. E’ la Rai, bellezza!

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