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Stop al porno in tv

Lo stop arriva perentorio dall'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni.
Da oggi in poi non si potranno piu' trasmettere le immagini hard in tv, ore notturne comprese. Multe molto salate (dai 5 ai 50 mila euro) per i trasgressori. Il divieto si estende a tutte le emittenti, pubbliche e private, nazionali e locali, via satellite e via cavo.
Eccezione solo per i programmi criptati.

La scelta fa discutere e scatena interventi trasversali.
Dalla parte del porno in tv alle ore notturne si schierano il deputato transgender Vladimir Luxuria e il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.
"In Italia esiste già una legge che proibisce di trasmettere film pornografici", dice l'esponente di Rifondazione. "Questa nuova ondata censoria, con la decisione di vietare la rappresentazione anche verbale di soggetti erotici, non avrebbe consentito, ad esempio, la trasmissione di programmi di intrattenimento che nulla hanno a che fare con le linee erotiche. Secondo le nuove disposizioni si salvano solo immagini il cui valore artistico è riconosciuto da un'autorità che si appropria, in questo modo, di una competenza di giudizio troppo discrezionale e pericolosa. Di questo passo torneremo ai tempi in cui si censurava l'ombelico della Carrà o si imponevano pesanti calzamaglie alle gemelle Kessler".

Cossiga vorrebbe "chiedere al moralistissimo presidente del Garante delle Tlc se per caso abbia intenzione di proibire la trasposizione televisiva del bellissimo romanzo erotico-sessuale di Antonio Catricalà. Spero proprio di no: perché - osserva Cossiga - priverebbe noi telespettatori di un divertentissimo spettacolo che farei presentare a Chiambretti".

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