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Suor Cristina, Don Matteo e l'invasione delle tonache in tv: Che Dio ci aiuti (torna in replica)

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Papi, santi, suore, preti, miracoli, visioni e chi più ne ha più ne metta. Io già lo immagino un direttore di rete esclamare: “Datemi un prete o una suora e vi risolleverò gli ascolti.” In Italia ci sono poche certezze ma il nostro amato piccolo schermo sa che sarà sufficiente una tonaca per incollare al video milioni di persone. The Newsroom, Downton Abbey, giusto per fare qualche esempio, in Italia floppano senza se e senza ma, la migliore serie televisiva italiana “Gomorra” va in onda su Sky e quindi è per pochi e non per tutti. Mia zia per esempio non sa nemmeno cosa siano, noi tutti passiamo il tempo a venerarle, a complimentarci per la qualità, a dirci che è quella la vera fiction che Losito e Un Medico in famiglia non meriterebbero nemmeno di esistere, che Don Matteo è solo camomilla per anziani e cose di questo tipo.

(The Voice of Italy, vince Suor Cristina Scuccia e recita il Padre Nostro)

Coincidenza o meno negli ultimi giorni l’invasione dei religiosi è iniziata (o è solo ripresa?) e i direttori di rete battano il ferro finchè è caldo. Suor Cristina dopo aver vinto The Voice si è messa a recitare il Padre Nostro e il programma ha raggiunto il picco del 36% di share. Ora il Padre Nostro lo devono recitare gli autori del programma nella speranza che si presenti qualcuno che possa salvare la baracca come è accaduto quest’anno. Perché diciamoci la verità Suor Cristina ha dato a The Voice molto più di quello che ha ricevuto o potrà ricevere. Ha fatto il boom di visite su Youtube e quei gran furboni dei dirigenti Rai hanno deciso di togliere tutti i video dal famoso portale, ha alzato e non poco gli ascolti e ha fatto parlare del talent dall’altra parte dell’oceano.

Suor Cristina Scuccia, il singolo Lungo la riva è un flop in classifica: superata da altri concorrenti di The Voice

Ha diviso, ha fatto discutere e questo aiuta ma non vende e questo fa capire la differenza tra una “popstar” e un personaggio televisivo. Il sintomo di un fenomeno ormai noto, in tv funzionano i preti e le suore e il giorno dopo Rai1 in maniera stranemente azzeccata ha programmata l’ennesima replica di Sister Act. Risultato? Quasi il 19% di share e oltre quattro milioni, numeri davvero importanti. Senza contare che al mattino sono ripartite sulla rete ammiraglia le repliche di Don Matteo, o meglio le repliche delle repliche perché da ormai dieci anni rivediamo lo stesso prodotto nella stessa fascia oraria perché capace di trainare con il 16% di share il Tg1 delle 13.30. Don Matteo 9 in onda questo inverno è riuscito ad avvicinarsi anche ai 9 milioni toccando anche il 33% di share. Numeri da capogiro che si riuscivano ad ottenere solo un tempo.

La suora funziona anche a Mediaset? Certo che si. L’esempio perfetto è Le Ali della Vita andato in onda lo scorso 2 giugno e ieri. La signorina Ranzi, Sorella Alberta e le storie anomale di un convento sono riuscite a superare al debutto Estate in diretta. La centesima replica di una fiction di quattordici anni fa ha superato un prodotto nuovo e per di più in diretta con oltre il 15%, vittoria arrivata anche ieri contro la replica de La leggenda del bandito e del campione. Per la serie bisogna battere il ferro finchè è caldo Rai1 ha deciso di aiutare il programma condotto da Eleonora Daniele e Federico Quaranta con le repliche di Che Dio ci aiuti. Suor Angela riuscirà sicuramente a far meglio dei film in replica e porterà parte dei suoi 7 milioni nel daytime di Rai1.

La passione per la tonaca la tv italiana l’ha sempre avuta, non c’è un contenitore pomeridiano dove non campaia un Don Mazzi o una Suor Paola ma ora la Chiesa in tv sembra vivere “una seconda giovinezza”. Sarà il renzismo demoscristiano? Sarà l’effetto Papa Francesco? Le cause non sono del tutto note ma se affidassero Sanremo a Don Matteo o La Vita in diretta a Suor Cristina io non mi stupirei di certo.

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