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Terremoto all'Aquila, la tv italiana sotto accusa

La televisione italiana specula sulle disgrazie? Stando agli Internauti, che sono anche telespettatori, sì e la cosa si sta palesando soprattutto in questo momento di grave disagio dovuto al terremoto in Abruzzo.

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Basta infatti farsi un giro su OkNotizie per scoprire il malessere espresso dagli italiani che, tramite Internet, si stanno scambiando notizie sugli "avvoltoi" mediatici che stanno mangiando a spese della tragedia.

Un esempio su tutti, riportato peraltro ovunque, è il TG1 di ieri che nell'edizione delle 13.30 ha ringraziato per gli ascolti ottenuti e dunque tutti quelli che hanno permesso all'informazione Rai predisposta in occasione del terremoto di essere leader nell'intera giornata; ostentando numeri e dati, la giornalista ha snocciolato i dati di ascolto come se null'altro fosse successo, scatenando lo sdegno e l'ira di chi ha seguito in diretta il telegiornale oppure è venuto a conoscenza della cosa tramite Internet.

Qualcuno chiede le scuse da parte del direttore di Raiuno per il pessimo servizio rivolto agli italiani e la poca sensibilità mostrata.

Una poca sensibilità che, sottolinea in un post riepilogativo Elio Gregory, si è palesata ovunque, in Rai e in Mediaset e gli esempi sono tutt'altro che confortanti: c'è Claudio Brachino che "su Canale 5 chiede ai volontari se l'immigrato che è stato salvato è un clandestino" ma c'è anche un giornalista del Tg1 che "chiede ad una ragazza che ha perso tutto "perchè piangi?""

C'è chi su YouTube posta spezzoni di video tratti dai programmi televisivi che stanno seguendo il terremoto in queste ore e tra i commenti si legge l'amarezza di chi assiste, impotente, ad un modo di fare informazione che si vorrebbe diverso.

C'è chi si lamenta che certe cose accadano in Rai commentando a un video in cui appare Bruno Vespa in diretta dall'Aquila e chi, invece, sostiene che in un modo o nell'altro sempre di sciacalli si tratta, che si tratti di tv pubblica o di tv commerciale.

Oltre la coltre scrive che siamo di fronte ad un'"informazione senza spunti di riflessioni, il giornalismo a binario unico e i talk show servizievoli, infarciti da ipotetici espereti che sottolineano a gran voce l’impossibilità di prevedere i terremoti".

Ma il commento che più di tutti fa riflettere è quello di Zorro sul blog di Elio Gregory: "il dolore attira. Il dolore affascina, soprattutto se è quello degli altri".

Il Tg1 e l'annuncio degli ascolti da record

Bruno Vespa racconta il terremoto dall'Aquila

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