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Ti lascio una canzone e Io canto, violazione del codice 'Tv e Minori'?

Antonio Marziale, consulente della Commissione Parlamentare per l'Infanzia, chiede al direttore generale della Rai, Diego Masi, e al presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri: ‘La sospensione immediata delle trasmissioni Ti lascio una canzone, condotta su Rai 1 da Antonella Clerici, e Io canto, presentata su Canale 5 da Gerry Scotti, per palese violazione del Codice’.

Marziale si rifà al codice di autoregolamentazione Tv e Minori dove si rammenta di ‘non utilizzare i minori in grottesche imitazioni degli adulti’.

Qualche giorno fa a far notare che in queste trasmissioni vediamo bambini che interpretano canzoni non adeguate alla loro età, e costretti pertanto a scimmiottare gli adulti, c’era stato il direttore dello Zecchino d’Oro frate Alessandro Casoli.

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Le due trasmissioni fotocopia riscuotono un ottimo successo di audience e sono pensate e seguite dalle famiglie. Tuttavia, se è pur vero che i bambini solo soliti cantare canzoni da grandi e scimmiottare il comportamento degli adulti anche a casa, in tivù questo aspetto dovrebbe essere tenuto sotto controllo, perché viene meno la dimensione di gioco. L’immagine infatti che arriva da queste trasmissioni è quella della costruzione di un talento al quale vengono suggerite aspettative di carriera e successo.

Marziale ha poi spiegato: ‘Nei giorni scorsi abbiamo accolto con favore le enunciazioni del dg Masi, che ha assicurato il massimo impegno nell’applicazione del Codice, garantendo la sospensione di quei programmi che trasgrediscono alle norme. Ebbene è tempo di conferire credibilità al pronunciamento, così come auspichiamo avvenga in casa Mediaset, dove Confalonieri, nel tempo, ha dimostrato più volte indubbia sensibilità’.

Più dura la posizione del direttore generale dell’Osservatorio sui diritti dei Minori, Alessandro Pedrini: ‘Rammaricato per l’insostenibile leggerezza dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che, motu proprio, dovrebbe vigilare sulle trasgressioni ed intervenire. Le leggi ci sono e parlano chiaro, a latitare è l’applicazione’.

I Palinsesti delle prossime serate potrebbero dunque cambiare: vedremo se le due aziende saranno disposte a rinunciare a trasmissioni di successo (e quindi ad introiti pubblicitari) o se la bagarre con l’ Osservatorio e la Commissione per l’Infanzia proseguirà a lungo.

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