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Tonini ad Annozero: "Biagi lo hanno ucciso"

Il cardinale Ersilio Tonini, in collegamento con Annozero di Santoro, non usa mezzi termini e, spezzando il silenzio proprio dei giorni immediatamente successivi a una dipartita, attacca: "Lo hanno ucciso, è stato un ostracismo. Enzo Biagi dava fastidio, non era utile ed è stato cacciato".

Sono parole pesanti come un macigno, pronunciate da un caro amico di Biagi nonchè personalità eminente non solo all'interno dell'entourage ecclesiastico: "La Rai si è derubata - prosegue - c'era un tranello, una motivazione che non era degna. Ero suo amico e sono anche un uomo che conosce un po' la realtà. Biagi non è stato solo un uomo della tv, ma anche una persona che ha combattuto per la giustizia e la libertà, un uomo di una schiettezza piena. Non si possono trattare gli uomini come pezzi da giocare. Allora si torna alla Grecia, all'ostracismo. Non è una bella epoca".

Come d'obbligo anche Michele Santoro ricorda personalmente Biagi con un inciso:"Con Enzo Biagi abbiamo avuto dei momenti molto aspri, ma alla fine siamo diventati amici. Ma non per l'editto bulgaro, che è avvenuto dopo la nostra amicizia. Lo siamo diventati perchè abbiamo deciso di batterci, informando gli italiani del fatto che concentrare tanto potere nelle mani di una sola persona poteva costituire un pericolo per la democrazia".

Quella di Tonini non è l'unica voce accusatrice nel giorno dei funerali di Biagi. La stessa mattina Bice, sorella del giornalista, aveva affermato: "L'editto bulgaro c'è stato". Le parole del cardinale e di Bice Biagi sottolineano come, nel periodo forse peggiore nella vita dello storico giornalista (la morte della moglie Lucia risale al febbraio 2002 e quella della figlia Anna, di soli 47 anni, al maggio dell'anno successivo), l'allontanamento dalla Rai gli abbia dato probabilmente "il colpo di grazia".

L' "editto bulgaro" del 2002

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