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Tu si que vales prima puntata: il fratello bruttino di Italia's got talent non convince, l'esordio è un mezzo flop

  • Mediaset

di Simone Rausi

Era dai tempi di Unanimous, il reality sui reclusi che dovevano accordarsi su chi doveva prendersi il montepremi finale, che la De Filippi non odorava di flop. E così, la prima puntata di Tu si que vales, infrange il mito della De Filippi-Re Mida: non tutto quello che tocca Maria si trasforma in oro. Eccoci dunque di fronte al dilemma televisivo delle ultime stagioni: conta più il format o il cast? Quando Sky “scippò” Italia’s Got Talent a Mediaset, al Biscione non si preoccuparono più di tanto. La forza del programma era l’alchimia tra i giudici e di pseudo corride 2.0 la tv europea ne è piena. Sulla carta, Tu si que vales è praticamente identico a Italia’s Got Talent. L’impressione che si è avuta, però, è stata quella di guardare un programma simile ma più lento, insicuro e meno genuino.

Chi è Francesco Sole, il nuovo conduttore di Tu si que vales?

Come spesso accade in questi casi sono i dettagli a fare la differenza. L’ennesima carrellata di talenti più o meno improbabili giudicati dal tridente De Filippi – Zerbi – Scotti è stata immersa in un contesto meno coinvolgente e in un meccanismo meno fluido. Si comincia dai talenti stessi: se in Italia’s Got Talent era l’Italia reale ad avere talento, con la rivincita del popolo che arrivava dal basso, sul palco di Tu si que vales il talento arriva dall’alto, da artisti già noti, fatti e finiti la cui conferma dei tre giurati serve poco o niente. Davanti ai tre arriva il gruppo comico delle perpetue già visto a Zelig, un’artista del Circo de Los Horreres (in tournee da anni), perfino il capofamiglia della dinastia Togni. Si perde quindi quella voglia di fare scouting, di trovare l’elemento sorpresa. Si fa spazio invece la convinzione che gli artisti siano stati chiamati dalla produzione per offrire un bello spettacolo alla prima.

Molto meno dinamico il montaggio (replay ripetuti fino allo sfinimento, rallenty fuori luogo, tappetini musicali mosci). Quello che doveva dare ritmo allo show, il più delle volte, finisce per diventare un’ancora. Senza considerare il meccanismo della clessidra. Se ad Italia’s Got Talent c’era l’immediatezza del buzz che in un istante permetteva di dare alla giuria il superpotere divino di decidere le sorti dell’artista sul palco, ora c’è un intera passerella da percorrere, una bacchetta magica da usare (l’effetto Fantabosco è dietro l’angolo e i giudici sembrano decisamente poco convinti) e una clessidra che non si capisce mai sul serio quanto tempo ha ancora da concedere all’artista. Scompare anche la teatralità del pubblico in studio - sorpreso dalla regia ad Italia’s Got Talent con facce stupite e divertite - e arriva un plotone di cento giurati quasi mai inquadrati e rappresentanti da un Totti un po’ annoiato e confuso (nel suo primo piano compaiono sullo sfondo i polpacci di una signora anziana, e questo è tutto quello che si vede della giuria popolare). A proposito di giuria e giurati non è ancora del tutto chiaro quanto peso abbiano Rudi-Zerbi-De Filippi e quanto ne abbiano i 100. Lo stesso cast – ormai detronizzato dall'istituzionale bancone e posto su delle poltroncine reclinabili da televendita agli anziani - è riuscito a confondersi più di una volta.

Il format originale

Insomma Tu si que vales ricalca Italia’s Got Talent e ha tutti i canoni del varietà del sabato sera ma alla fine non convince e, quasi quasi, annoia pure. Numeri alla mano l’ombra del flop comincia ad avanzare: solo 3.940.000 telespettatori e un risicato 20% di share contro i 4 milioni e mezzo abbondanti della Carlucci che con il suo usurato e stanco Ballando con le Stelle è riuscita comunque a portarsi a casa un 24% di share. Lontanissimi i numeroni delle prima puntata di Italia’s Got Talent dello scorso anno che ottenne più di 7milioni e il 31% di share. Certo, orami quello era un format rodato verrebbe da pensare. Ma se torniamo al lontano 2010 e vediamo i numeri dell’esordio ci accorgiamo che i 5.976.000 di telespettatori sono comunque molti di più di quelli realizzati ieri da Tu si que vales. Attendiamo la fase di rodaggio, ma la partenza non è delle migliori.

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