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Valerio Scanu e la pubblicità Melegatti: le aziende puntano sul trash e Twitter si infiamma

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di Simone Rausi

L’avete visto anche voi, Il boccoluto Valerio Scanu che fa capolino accanto a una brioche gigante e vi regala un occhiolino da stordimento? Probabilmente si considerando che l’ennesimo caso di pubblicità trash è in altissima rotazione su Mediaset. Quando pensavamo di aver raggiunto vette inarrivabili con la coreografia della Simona in rosso ecco palesarsi di fronte a noi un nuovo caso di Testimonial da incubo. E per giunta accanto ai cornetti, al mattino presto, quando il limite di sopportazione è decisamente troppo basso…

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Melegatti, colosso del tessuto industriale dallo scorso millennio, ha deciso di cambiare le carte in tavola. L’ultima testimonial dell’azienda è stata Franca Valeri. Dopo di lei Valerio Scanu. In mezzo, probabilmente, tanti anni di buio e stati confusionali. Il concetto alla base di questi 15 secondi di spot, proviamo ad immaginare, era quello di svecchiare il marchio: avvicinarsi ai giovani e farlo con un esempio di successo under 30. Un esempio che, per l’occasione, sfoggia dei riccioli platino che nemmeno Marilyn Monroe ai tempi d’oro. Ma non apriamola neanche la querelle sull’abuso di ferro per capelli di Valerio Scanu, terreno questo già battuto da sociologi, antropologi ed Enzo Miccio. Limitiamoci a comprendere perché…

Perché dovremmo mettere in relazione una brioche light con l’amico di Maria? Semplice, per avere il privilegio di passare una splendida giornata con Valerio Scanu! A quanto pare il mondo pullula di piccole donne e giovani uomini che si strafogherebbero di brioche light ai frutti di bosco per condividere 24 ore, in tutti i luoghi e in tutti i laghi, col Valerione nazionale. E poco importa che Twitter straripi di messaggi come “Da quando Valerio #scanu è il testimonial della #melegatti ho smesso di acquistare i loro prodotti...”, "ho beccato pure io la pubblicità della melegatti con valerio scanu che fa l'occhiolino e mi sento personalmente offesa come essere umano" o “Oggi a lavoro mi serve lo stesso coraggio del responsabile marketing della Melegatti, che sceglie come testimonial Valerio Scanu” perché l’azienda è riuscita nel suo intento: far avere 234 condivisioni sui social dello spot…

D’altronde il potere social di Scanu è innegabile: costruito con fatica grazie a video in cui canta dentro la vasca usando una spazzola come microfono (vi invitiamo alla visione di “Ospiti in vasca da bagno” poco sotto). Ma da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Quelle di Scanu e di Melegatti erano legate al fatto di portare a casa uno spot gradevole alla vista e all’udito ma gli ultimi 4 secondi dei Granleggeri ci lasciano di stucco esattamente come la finta spaccata finale di Pittarosso. Il dubbio a questo punto è che le aziende abbondino volontariamente col trash allo scopo di far parlare di sé. Poco importa che sia un complimento o uno sfottò in piena regola, un tweet – coi tempi che corrono – vale tantissimo, un numero enorme. Almeno tanti quanti sono i boccoli di Scanu.

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