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Vieni via con me, Fini - Bersani e i valori dimenticati

La seconda puntata di Vieni via con me è stata ricca di attesa e di aspettativa: l'attesa per la presenza dei politici come Gianfranco Fini e Pierluigi Bersani, anticipata dalle polemiche, e l'aspettativa di confermare il successo dell'esordio. Un calo dell'audience era previsto, imprevisti, invece, sono stati i numeri di questa mattina: 9.032.000 spettatori con il 30.21%, un milione in più della scorsa settimana.

Il video del comizio di Cetto Laqualunque

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Il programma di Fabio Fazio, che ha come filo conduttore gli 'elenchi', è partito da quelli letti dal conduttore di tutti i politici che avrebbe dovuto invitare per par condicio, troppi per spalmarli nelle due puntate successive. Intanto, preannunciati dal solito 'tanto rumore per nulla' sono giunti gli attesi rappresentanti di due fazioni diverse, mai così uniti come in questi giorni.

Il primo a leggere il suo elenco sui valori della sinistra è stato Pierluigi Bersani, il quale ha sottolineato l'importanza della Costituzione e dei valori del 25 aprile, ha parlato di economia solidale: 'Se pochi hanno troppo e troppi hanno poco l'economia non gira perché l'ingiustizia fa male all'economia. Ci vuole un mercato che funzioni, senza monopoli, corporazioni e posizioni di dominio. Ma ci sono beni che non si possono affidare al mercato: la salute, l'istruzione, la sicurezza'. Ha aggiunto concetti sul precariato, la laicità e la necessità di persone perbene in parlamento.

Gianfranco Fini sembrava essere ad un comizio più che a una trasmissione d'intrattenimento, il suo più che un elenco appariva un programma politico. Il Presidente della Camera ha parlato di patria, di meritocrazia, di immigrati e ha aggiunto: 'Un giorno la nostra Italia sarà più pulita, più bella, più responsabile e più attenta perché chi sbaglia paga. Senza l'autorità della legge e una democrazia trasparente ed equilibrata tra i poteri non c'è libertà ma solo anarchia, prevalenza dell'arroganza e della furbizia a discapito dell'uguaglianza dei cittadini che per la destra deve essere garantita nel punto di partenza, al Nord come al Sud, per gli uomini come per le donne, per i figli degli imprenditori come per quelli degli operai'.

Fini e Bersani non sono stati gli unici due politici arrivati nell'anfiteatro di Vieni via con me, infatti, c'è stato anche Cetto Laqualunque con il slogan 'Cchiù pilu per tutti', che è riuscito a far sorridere il pubblico dopo che Fazio e Saviano hanno portato l'eutanasia in prima serata. Non è stato facile parlare del diritto del malato, non è stato facile ascoltare le parole di Beppino Englaro sulla sua Eluana, sentire l'elenco delle cose che non voleva che le accadessero, ma soprattutto non è stato facile ascoltare il racconto di Roberto Saviano su Piergiorgio Welby.

Lo scrittore ha parlato della storia d'amore tra Mina e Piero, di come la malattia li ha cambiati e gli ha anche dato la possibilità di vivere una vita piena, sempre come se ogni giorno fosse l'ultimo. Piergiorgio Welby non voleva morire, voleva solo che la malattia facesse il suo corso naturale, perché non era vita quella in un letto attaccato ad un respiratore.

Tra gli altri personaggi che hanno animato la serata c'è stato Silvio Orlando che ha letto l'elenco dei luoghi 'degli orrori', Luciano Ligabue che si è esibito con 'Buonanotte all'Italia', Cristiano De Andrè che ha riproposto alcune canzoni del padre, Don Luigi Gallo, il prete laico e Paolo Rossi con il suo spettacolo comico.

 (foto © LaPresse)

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