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Vittorio Feltri contro Ti lascio una canzone: "Quando vedo quei nanetti orrendi, rompicog**ni mi vien voglia di sparare" [VIDEO]

Che Vittorio Feltri non le manda di certo a dire è ormai cosa nota a tutti, diverse volte -infatti- ci ha abituato alle sue uscite, talvolta infelici, ma una cosa bisogna riconoscergliela: dice sempre quello che pensa, anche a costo di risultare impopolare e prendersi magari gli insulti della rete.

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L’editorialista de Il Giornale è intervenuto telefonicamente qualche giorno fa nel corso di un programma di approfondimento giornalistico di TeleBari, emittente pugliese dove ha fatto promozione al suo libro “Buoni e Cattivi”. L’intervista è stata occasione per parlare di Tv quando il conduttore in studio gli ha rivolto la domanda su chi sia -secondo lui- oggi il personaggio più influente nel nostro paese:

"E' troppo facile rispondere. -ha affermato Feltri- E' Bergoglio. Papa Francesco. Io ogni volta che accendo il televisore o vedo Papa Francesco, o vedo i cuochi, o vedo Renzi o quei nanetti orrendi, quei bambini che cantano che sono diretti dalla signora Clerici, trovo tutto abbastanza stucchevole, non ho nulla di personale, non ce l'ho con le persone ma se la tv ci deve ammorbare con le stesse facce che dicono sempre le stesse cose, è vero che la banalità richiede coraggio ma a forza di banalità si sbadiglia. Non ne posso più, adesso arrivano i Mondiali e io sono molto contento così almeno vediamo un po' di calcio e non solo delle lingue che servono solo a dare aria ai denti".

Senza mezzi termini, dunque, Feltri ha espresso il suo disappunto per il programma della Clerici Ti lascio una canzone. A questo punto il conduttore di TeleBari, ha cavalcato giustamente la scia polemica intrapresa dal giornalista e, visto l’assist fornitogli, ha chiesto come mai oggi ci sia una disparità tra i bambini che cantano allo Zecchino d’Oro e quelli che cantano in programmi come quello della Clerici, Feltri, come nel suo stile, quindi, ha dato il meglio di sé e si è lasciato andare:

"Io penso che i bambini dello Zecchino d'Oro intenerissero, questi che scimmiottano gli adulti rompono i cog*ioni, già ce li rompono abbastanza quelli veri, ci mancano solo quelli finti piccoli miniaturizzati, io non li reggo, mi viene voglia di sparare. Come diceva un sincero democratico, mi viene voglia di mettere la mano alla fondina. Siamo alla finzione esasperata, questo un po' infastidisce, già i bambini rompono le scatole, parliamoci chiaro, i bambini e i cani annoiano dopo un po', se poi cantano anche, preferisco quelli che abbaiano".

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Queste dichiarazioni sono sicuramente destinate a far discutere e sebbene siano opinioni personali, qualcuno storcerà il naso ma qualcun altro invece condividerà appieno quanto detto dal giornalista. Diciamolo, Vittorio Feltri -seppur con il suo stile provocatorio- ha detto una grande verità: i bambini che cantano canzoni da adulti sono quanto di più triste ci possa offrire la tv, forse frutto di frustrazioni genitoriali e del successo a tutti costi o, ahimè, della crisi economica. Programmi come Ti lascio una canzone o Io Canto, secondo il mio personalissimo parere, se si ha a cuore il futuro di questo paese, non dovrebbero esistere. Se davvero si amassero i propri figli li si lascerebbe vivere la loro infanzia serenamente, senza pressioni, senza tensioni da diretta televisiva e senza illusioni di un futuro da star che probabilmente non ci sarà (e che comporterebbe conseguenze sulle quali farci un trattato di psicologia infantile). Per loro cantare dovrebbe essere un gioco e non una competizione e il fatto che la stessa Clerici nell'ultima edizione del suo programma è tornata sui suoi passi dopo che il giudizio (negativo) di Pupo aveva fatto piangere una bambina, non fa altro che confermare quanto detto.

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